Buone pratiche di sostenibilità urbana: Reggio Ecopendolari

By 2 Luglio 2008 Ambiente

Abbiamo intrapreso un viaggio lungo la penisola alla ricerca di buone pratiche nell’ambito della sostenibilità ambientale urbana, affinché la diffusione di queste informazioni possa spingere sempre più amministrazioni a intraprendere percorsi virtuosi…

Puntata 1

Iniziamo da Reggio Emilia!
Da qualche mese chi volesse condividere il quotidiano tragitto casa- lavoro con altre persone, diminuendo così le proprie spese e migliorando al contempo le proprie relazioni sociali può farlo. Basta accedere al sito degli Ecopendolari, compilare il questionario sul percorso che si intende condividere con altri, e il gioco è fatto.

Abbiamo chiesto a Davide Valeriani, 20 anni, studente di Ingegneria informatica presso l’Università di Parma e responsabile del progetto, di parlarci di come è nata l’idea del sito per gli Ecopendolari.
“Tutto è cominciato con l’impegno degli Amici di Beppe Grillo di Reggio Emilia nell’incentivare l’uso della bicicletta come mezzo di trasporto migliore per spostarsi entro i 4km. Nel mentre, abbiamo sviluppato, con l’ausilio delle mappe di Google, il sito, per tentare di ridurre l’inquinamento evitando di far girare automobili con a bordo 1 persona…”

YL: Come funziona il sito?
“Abbiamo predisposto una sorta di questionario da compilare on-line in cui la gente scrive i suoi recapiti, da dove parte e dove deve andare, a che ora è solito partire e arrivare, quanti giorni la settimana lo fa. Il questionario viene inviato allo staff che provvede a inserire il percorso nelle mappe di google pubbliche. Ogni persona può consultare la mappa e contattare direttamente la persona che fa il suo stesso percorso, senza intermediari. Al momento abbiamo circa 60 percorsi inseriti ma il dato è probabilmente sottostimato perchè, come già detto, le persone si contattano direttamente, quindi non abbiamo modo di vedere quante si sono contattate e accordate. Proprio perché il nostro scopo è aiutare le persone ad inquinare meno e risparmiare. E, perché no, anche a socializzare!”

YL: Come pensate di portare avanti il progetto?
“Il progetto continua ad evolvere e stiamo cercando di renderlo ancora più fruibile agli utenti. Siamo in contatto con un professore universitario americano e abbiamo scritto a Google, chiedendo che si impegnassero a sviluppare un sito per Eco pendolari. Dopo qualche settimana, però, è stato annunciato anche in Italia Google Transit, che permette agli utenti di poche città di scoprire come raggiungere facilmente luoghi attraverso i mezzi pubblici. E’ un buon inizio!
Il bilancio di questi primi mesi è sicuramente positivo. Abbiamo notato una grande partecipazione degli utenti e un notevole interesse nell’iniziativa. Certo, se avessimo sponsor o se l’amministrazione comunale cercasse di collaborare con noi riusciremmo in un tempo minore a migliorare il servizio. Ma non ci perdiamo d’animo e proseguiamo lo sviluppo del progetto!”

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