Kyoto: nuovi obiettivi contro i cambiamenti climatici

By 5 Dicembre 2008 Ambiente

A Poznan, Polonia, è in corso la 14a Conferenza ONU sul Clima che deciderà la forma del nuovo protocollo di Kyoto. Yvo De Boer, presidente del programma delle Nazioni Unite che mira a tutelare l’ambiente, ha aperto l’incontro con l’amara constatazione che le emissioni stanno aumentando. Ma la speranza di migliorare c’è ed è giustificata. Il più grande incremento di gas riscaldanti è dato dalle economie in transizione, ovvero Cina ed ex blocco comunista e Usa. Attesissime in questi momenti le decisioni del neo presidente che ha annunciato la svolta verde. Anche la Cina ha parallelamente rilanciato la carta di un’economia più amica della Terra.

La prima considerazione è che la crisi ha avuto il merito di indirizzare i due colossi della produzione di CO2 verso la riduzione di gas serra. Ne è convinto anche il World Watch Institute, gruppo americano di comprovata fama. La crisi diventa dunque un’occasione che permette a Cina e Usa di terminare un continuo rimpallo di responsabilità. Gli USA infatti non accettano i parametri di riduzione perché questo significherebbe avvantaggiare la Cina. Il colosso orientale ha sempre sottolineato che le produzioni pro-capite di CO2 sono decisamente superiori per i cittadini stelle e strisce.

Ora, all’ombra della crisi, le contrapposizioni si affievoliscono. A Poznan, De Boer ha sottolineato la necessità di mettere a punto il meccanismo del documento verde sia nei suoi aspetti tecnologici, finanziari, di mitigazione e di riduzione ma anche di adattamento ai cambiamenti climatici in atto. Il protocollo di Kyoto infatti permette alle Nazioni che emettono quantità di gas serra che le pone al di sotto dei target, di “vendere” la quota di emissioni in surplus a chi invece non riesce a ridurre il proprio inquinamento. In più le aziende che investono in progetti verdi possono ottenere ulteriori “crediti” di carbonio nel mercato dei gas serra. Con il 2008 finisce il periodo di negoziazione tra le parti.

In questo periodo di crisi finanziaria i meccanismi di finanziamento sono fondamentali sia per i paesi in via di sviluppo che quelli industrializzati. De Boer pone l’accento sia sui finanziamenti pubblici che su quelli privati.

“Il meccanismo generale del mercato delle quote di carbonio – ha detto De Boer – funziona e questo è un messaggio importante, non solo qui alla conferenza di Poznan. L’orologio corre e gli sforzi del mondo devono cambiare marcia per riuscire a raggiungere un accordo entro il prossimo anno”. Con l’anno nuovo si dovrà abbandonare la Road Map e passare all’azione con concreti obiettivi in vista dell’incontro di Copenhagen dove si costruirà il nuovo Kyoto. Nero su bianco.

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