Cina: nel 2010 sorgerà l’impianto fotovoltaico più grande del mondo

By 30 Novembre 2009 ottobre 9th, 2015 Ambiente

Pechino adotta politiche concrete per incentivare le fonti energetiche rinnovabili e le autorità locali cinesi fanno a gara a chi preserva meglio l’ambiente.

A poche settimane dalla quindicesima Conferenza sui Cambiamenti Cimatici (COP 15 – United Nations Climate Change Conference) che si terrà a Copenhagen dal 7 al 18 dicembre 2009, la Cina annuncia che la sua campagna per ridurre le emissioni inquinanti e favorire le fonti rinnovabili è ufficialmente iniziata.

Lo storico cambio di rotta, però, non è una novità assoluta. Pechino ha cominciato già da diverso tempo a rivedere la politica energetica, decidendo di ridurre, nel breve periodo, la propria dipendenza dai combustibili fossili e di sostituirla con energia prodotta da fonti rinnovabili. La legislazione cinese in materia si pone come obiettivo il ricorso alle fonti rinnovabili per soddisfare il 15% del fabbisogno energetico nazionale entro il 2020. Il governo cinese è consapevole che il suo fabbisogno è talmente elevato che deve essere soddisfatto, per forza di cose, con le fonti rinnovabili, al fine di contenere gli alti costi di produzione, sia economici che ambientali.

Da qualche anno il partito comunista sta incentivando le singole regioni e provincie cinesi a puntare sulle fonti rinnovabili. E i progetti “verdi” vengono ormai considerati tappe essenziali nello sviluppo economico del paese. Tra tutte le regioni si segnala la provincia di Ordos, che si trova nell’area nord-occidentale della Cina e che comprende parte del deserto mongolo. In questa zona desertica sta sorgendo un enorme “parco energetico” basato sulle fonti rinnovabili, che sarà in grado di soddisfare i fabbisogni energetici di 3 milioni di case. Qui nel 2010 sorgerà quello che diventerà l’impianto fotovoltaico più grande del mondo (attualmente il più grande è quello di Topaz, in California – n.d.a.) e che avrà una capacità produttiva di 2 GW. Il complesso sarà completato dal parco eolico più grande del mondo (che sarà 10 volte più potente dell’impianto texano di Roscoe – n.d.a.), da una centrale solare termica e una centrale a biomasse alimentata da materiali organici, come trucioli e paglia.

Non è sempre vero, quindi, che la Cina continui ad ignorare gli appelli dei paesi industrializzati a ridurre le emissioni inquinanti. Secondo fonti autorevoli come Loretta Napoleoni “Si tratta dell’ennesima leggenda metropolitana dura a morire, che alla vigilia della Conferenza di Copenhagen sui cambiamenti climatici, molti continuano a credere veritiera”.

Per saperne di più: Conferenza sui Cambiamenti Climatici di Copenhagen

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