Energia verde ed ecosostenibilità per il Porto di Genova

By 31 Ottobre 2011 Ambiente

Potrà presto essere ormeggiato nelle acque di Genova il Tritone, la prima centrale galleggiante in grado di generare energia elettrica e termica da biofuel, cioè carburante biologico, per alimentare il maggiore porto italiano e il suo Acquario.

Il Tritone è una sorta di chiatta, detta in gergo tecnico “barge”, che contiene un complesso impianto a moduli basato sulla cogenerazione, in grado di sviluppare una potenza di 56 MW; la barge è infatti predisposta  per la produzione di energia elettrica e termica, sotto forma di vapore o di acqua riscaldata, a partire da una fonte rinnovabile,  per soddisfare i bisogni primari di energia elettrica della città che la ospita. Nel caso di Genova, la barge potrebbe addirittura fornire di acqua calda l’Acquario. L’investimento complessivo previsto per la realizzazione dell’impianto è di 70 milioni di euro.

Il progetto, sviluppato dal Gruppo Europam in cooperazione con l’architetto navale Aldo Cichero, produce energia e recupera calore dalla combustione degli olii ottenuti dalla spremitura dei semi della Jatropha curcas delle Barbados, un vegetale non commestibile, che sarà appositamente coltivato nelle zone tropicali, anche in terreni marginali con modeste precipitazioni, consentendo lo sviluppo dell’economia locale da coltivazioni no-food.

E proprio per disporre di quantità di “carburante” sufficiente, in una provincia del Brasile è stato messo a punto dagli ideatori del progetto, un programma per garantire lavoro alla popolazione rurale minacciata dalla desertificazione del terreno attraverso una serie di moduli, ognuno di 25mila ettari e in grado di produrre 50mila tonnellate di semi l’anno.

Questo tipo avveniristico di centrale elettrica galleggiante può adattarsi a molti scenari: può essere collocata ad alcune miglia dalla costa, sulla foce dei fiumi o all’interno dei porti, occupando circa 3mila metri quadri di specchio d’acqua contro i 50mila di un impianto terrestre convenzionale. A fine esercizio,  non si prevede un ripristino del sito che lo ha ospitato, visto che è sufficiente il trasporto a rimorchio della centrale galleggiante presso altro luogo o presso un cantiere navale per la ristrutturazione.

Importanti le ricadute anche sul mercato del lavoro, soprattutto a livello di cantieristica, uno dei settori dell’eccellenza in Italia, e soprattutto per la Liguria.

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Enrico Salvalai

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