Adriatico: salpa un'innovativa crociera didattica

By 10 Aprile 2012 Ambiente

Una crociera molto speciale nel mar Adriatico, per restituire al loro habitat naturale alcuni esemplari di tartaruga caretta-caretta: la motonave “Queen Elisabeth” – con base a Cattolica – dà il via ad un’iniziativa di alto contenuto educativo, sia per i bambini che per gli adulti.

Quando si parla di tartarughe marine, di solito, si pensa alle Hawaii, alle Galapagos e a spettacolari scenari tropicali. Ma la tartaruga marina, specie protetta, popola da sempre le acque del Mediterraneo e in particolar modo dell’Adriatico. Non si tratta – peraltro – di rettili di piccole dimensioni: una tartaruga caretta-caretta (dotata del caratteristico carapace rosso bruno), raggiunge in genere dimensioni che vanno dagli 80 ai 140 cm e può pesare oltre 100 kg.

La tartaruga adriatica è ed è stata spesso al centro di attività di salvataggio e recupero che si sono susseguite a ritmo serrato nel corso degli anni: basti pensare a Gea, sopravvissuta a un difficile coma da annegamento grazie al supporto dei biologi e liberata a Riccione nell’ottobre 2011, o alle 17 tartarughe liberate nei pressi di Jesolo nel settembre 2009.

Il salvataggio e la liberazione delle tartarughe è ormai una prassi consolidata e svolta con il supporto attivo di collaudate equipes scientifiche. Decisamente nuova, invece, è l’idea di trasformare la fase di liberazione delle tartarughe in una “crociera didattica”.

Quello che propone la motonave Queen Elizabeth è, infatti, un vero e proprio laboratorio in movimento: una crociera in senso lato, che scorterà il viaggio delle tartarughe liberate lungo il litorale a partire dal porto di Cattolica e per un raggio di circa 15 km. Durante il percorso, i partecipanti avranno la possibilità di conoscere direttamente le tartarughe salvate attraverso il racconto dei biologi che le hanno ospitate e supportate.

Un’occasione unica per conoscere il mondo di questi straordinari animali e il loro percorso di vita, costellato da svariare migrazioni: dalla spiaggia di origine (alla quale le femmine ritornano dopo anni, guidate da un misterioso radar  interiore, per deporre centinaia di uova), alla lunga fase di riproduzione (che avviene in acqua e può durare diversi giorni) sino alle migrazioni al largo, verso altre spiagge e altri mari.

Le prossime partenze della “Queen Elisabeth” sono previste per l’1, il 22 e il 29 maggio 2012.

 

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