Rinnovabili: il 45% della potenza globale è in Europa

di 27 Settembre 2012Ambiente

Il 45% della potenza da energie rinnovabili complessivamente installata nel mondo si trova in Europa: un settore che dà lavoro a 1 milione di occupati. Secondo i dati diffusi da Althesys, società di consulting del settore, negli ultimi anni il “peso è cresciuto notevolmente” e gli investimenti già “nel 2008 avevano superato (per la prima volta) quelli delle fonti tradizionali”.

Sempre secondo Atheys, gli investimenti “l’anno scorso, a livello mondiale, hanno toccato i 257 miliardi di dollari”, con le 50 maggiori aziende che hanno messo sul tappeto circa 70 miliardi di dollari.

Uno sviluppo delle rinnovabili aiutato anche dai ripensamenti  sul nucleare, con la Germania che ha deciso di uscire dal settore, l’Italia che, attraverso il referendum, ha bocciato il ritorno all’atomo e con i primi dubbi in Francia, subito dopo l’elezione del nuovo Presidente.

A compensare questo calo del nucleare, dunque, saranno le rinnovabili. Solo in Europa, dal 2000 ad oggi, la capacità eolica è incrementata di circa 84,2 GigaWatt eolici, mentre quella nucleare è calata di 13,5 GigaWatt. Dal 2010 al 2035, inoltre, “il 49% della nuova potenza installata sarà nelle rinnovabili, e solo il 6% nel nucleare”.

Attualmente – secondo un dossier di Legambiente – in Italia ci sono circa 400.000 impianti da energie rinnovabili, distribuiti in oltre il 95% dei comuni, che nel 2011 hanno coperto il 26,6 % dei consumi elettrici.

Crescono il solare, l’eolico, le biomasse, la geotermia, e soprattutto aumenta la spinta ai mini-impianti e all’autoconsumo. Più rinnovabili, inoltre, significa minori importazioni di combustibili fossili, che tradotto vuol dire un risparmio fino a 10 miliardi di euro.

E con un sostegno adeguato si potrebbe puntare, da qui al 2020, a superare l’obiettivo nazionale del 17% e arrivare al 30% al 2030. Se poi si guarda al consumo finale lordo, in Italia circa il 10% viene soddisfatto da fonti rinnovabili e le emissioni evitate vengono valutate in almeno 56 milioni di tonnellate di anidride carbonica.

Fonte:  AGI

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