Nelle città italiane migliorano trasporti, aree verdi e consumi di acqua

By 4 Ottobre 2012 Ambiente

Le città italiane sono sempre più green e sostenibili. Migliorano, in modo particolare, i consumi di acqua che diventano più razionali, i trasporti pubblici, le aree verdi pubbliche (parchi, giardini e piste ciclabili) e i Piani per rispondere ai cambiamenti climatici. E’ questo il quadro disegnato dal “Rapporto 2012 sulla Qualità dell’ambiente urbano” messo a punto dall’ISPRA (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) su un’analisi relativa a 51 comuni capoluogo.

Secondo l’VIII edizione del Rapporto ISPRA sulla Qualità dell’ambiente urbano, buone notizie arrivano dal settore acqua ”sia per la depurazione che per i consumi”. Infatti, nella maggior parte delle città, oltre il 90%, i reflui sono dotati di depuratore; il valore medio di consumo di acqua per uso domestico è diminuito ”negli ultimi dieci anni di circa il 20%”, attestandosi a 66,7 metri cubi a testa.

Una diminuzione che, in alcuni casi, è dovuta non solo a pratiche virtuose, ma anche alla scarsità della risorsa. Quanto alle perdite della rete degli acquedotti, non sembrano esserci peggioramenti.

Aumenta, anche se di poco, il verde pubblico: parchi, giardini, aree naturali e foreste urbane sono cresciute, nel migliore dei casi, di un punto percentuale.

Anche se il tasso di motorizzazione dei veicoli privati nel Paese rimane uno dei più alti per numero di autovetture pro-capite (606 ogni 1.000 abitanti), aumenta l’offerta di trasporti pubblici: nel 2010 in testa c’è Milano, seguita da Venezia e Roma.

E pure le biciclette sembrano che comincino ad avere vita più facile con ”incrementi consistenti delle piste ciclabili nella maggior parte delle città”, anche se rimane ”il divario tra Nord e Sud” (la regione più virtuosa è l’Emilia-Romagna).

Secondo il Rapporto ISPRA 2012, però, molto rimane da fare sul versante delle bonifiche dei siti inquinati e per quanto riguarda la qualità dell’aria, in particolare al Nord. E il consumo di suolo resta, purtroppo, ancora elevato su tutto il territorio nazionale.

 

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