Fotovoltaico: conviene ancora nonostante i tagli agli incentivi

di 17 Dicembre 2012Ambiente

La notizia è ufficiale. I prezzi del fotovoltaico sono destinati a scendere. Almeno fino al 2025. Chi ancora nutrisse dubbi riguardo l’utilità e la convenienza delle efficienza energetica, farebbe bene a dare una scorsa ai risultati del sondaggio di Near Zero, (scarica il report in formato pdf). Gli esperti interrogati da Near Zero prevedono, nei prossimi 10 anni, una netta diminuzione dei costi del fotovoltaico. L’abbattimento dei prezzi è causato dell’ingente aumento della capacità  fotovoltaica. Si parla di cifre che sfioreranno le 10 volte dell’attuale consumo.

L’Italia, nonostante le contenute dimensioni, è uno dei Paesi in prima linea per quanto riguarda le nuove fonti energetiche. Grazie all’abbondanza di risorse naturali (vento, sole e bacini acquiferi), è infatti in costante aumento il numero di italiani che hanno investito nelle rinnovabili abbattendo così i costi delle bollette e, in alcuni casi, anche guadagnando sulla vendita di energia.

Il momento ideale per investire nel settore è adesso. A confermarlo, anche i dati Mercom Capital, secondo i quali, nell’anno che sta per concludersi, nonostante i tagli drastici agli incentivi, l’Italia ha avuto 3,5 GW di nuovo installato (e si arriverà forse anche a 4 GW). In generale, il settore ha retto bene alla crisi e si continua a guardare con speranza allo sviluppo di nuove realtà che potrebbero ampliare ulteriormente gli orizzonti.

Le possibilità sono numerose. Possiamo prendere ispirazione dai tanti esempi di pannelli fotovoltaici su Donauer Solar, dove è possibile trovare soluzioni personalizzate e adatte per ogni esigenze, di tipo abitativo e non solo. Utili le idee anche nel settore della mobilità (sempre piú diffuse, non solo nelle grandi metropoli, sono ad esempio le bici elettriche).

Per concludere, dunque, secondo gli esperti, un’altra conseguenza dell’aumento della produzione del rinnovabile sarà la  maggiore competitività dell’energia solare rispetto alle fonti fossili e il superamento della cosiddetta “Grid parity“.

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