Palestina-Israele: la pace, per ora, in un cartone animato

By 4 Ottobre 2007 Marzo 5th, 2017 Attualità

Qalqilia è una piccola cittadina ai confini occidentali della Cisgiordania (una delle due porzioni di terra, insieme alla Striscia di Gaza, che costituiscono la Palestina). Le cronache recenti narrano di una città praticamente sotto assedio dell’esercito israeliano, con i carri armati che sfilano per le strade e i colpi di cannone che rimbombano, con morti e feriti tra civili e miliziani palestinesi. E’ uno degli effetti disastrosi della deriva fondamentalista di Hamas (movimento di ispirazione islamista) che a giugno, dopo una cruenta e fratricida battaglia con gli uomini di Fatah (il partito laico moderato fondato da Yasser Arafat) ha conquistato militarmente la Striscia di Gaza, spaccando in due il popolo e la terra palestinesi. Le incursioni israeliane sono anche una reazione a questa situazione.

A noi piace associare la città di Qalqilia ad un altro evento, che ha poco a che fare con la violenza e l’intolleranza e molto con il dialogo e la convivenza. Nel 2004 un gruppo di lavoro formato da 8 ragazzi palestinesi di una scuola di Qalqilia e 8 ragazzi israeliani delle scuole di Raanana (piccola città di 80 mila abitanti a Nord di Tel Aviv), con i loro rispettivi insegnanti, ha portato a termine un progetto senza dubbio ambizioso. Con l’aiuto di alcuni dei maggiori esperti italiani nel settore della tecnica cinematografica, hanno realizzato un cortometraggio sul tema del conflitto israelo-palestinese.

Il nome del progetto è Pace of Peace e il cortometraggio, un cartone animato, è stato premiato dalla Mostra del Cinema di Venezia, oltre ad aver ottenuto altri prestigiosi riconoscimenti dal mondo del cinema e della cultura. Il cartone animato racconta la storia di un ragazzo palestinese ed uno israeliano che, in groppa ad un cammello “volante”, osservano dall’alto la triste realtà del conflitto armato che imperversa da più di mezzo secolo. Al loro passaggio tutta la distruzione e le macerie diventano prati fioriti, che i protagonisti si lasciano alle spalle per andare a “salvare” altre zone colpite dalla guerra. La colonna sonora è firmata ed interpretata da due icone della musica israeliana e palestinese: rispettivamente le cantautrici Noa e Nim Banna. A dare il loro contributo alla realizzazione del progetto, oltre grandi autori italiani come Luca Raffaelli ed Attilio Valenti e le municipalità di Qalqilia e Raanana, vi sono state anche due importanti fondazioni filantropiche: quella fondata dall’ex premio Nobel per la Pace ed attuale Presidente di Israele Shimon Peres, e la palestinese al-Liqa‘, che promuove da sempre il dialogo tra le religioni.

Dopo più di due anni dalla promozione del video nelle più importanti rassegne europee, il Centro di Cultura Italiana ad Haifa ha deciso di diffondere il progetto anche nei territori palestinesi e in Israele. Paradossalmente infatti il video, passato molte volte anche in Italia da Raitre, non ha ottenuto la dovuta pubblicità proprio nei luoghi in cui è nato e a cui è destinato maggiormente. Luoghi in cui probabilmente è difficile fermarsi a guardare un cartone animato, attorniati dalla realtà della guerra come condizione perenne di vita. Luoghi caldi, non solo per effetto del deserto e del sole. Di conflitti come quello palestinese ne esistono a decine nel mondo, alimentati da anni di scontri, ingiustizie subite e rancore covato. E’ dal futuro, dai ragazzi, che si può ripartire per riportare le situazioni di crisi sui binari della razionalità e della convivenza pacifica attraverso il dialogo e la cooperazione. Non sarà un cartone animato a cambiare le sorti del mondo, ma il fatto che sia stato il frutto di una collaborazione tra i giovani palestinesi ed israeliani sicuramente è un segnale forte. E’ un esempio per tutti, una prova, nel suo piccolo, che insieme si può costruire qualcosa di molto più importante e significativo. Insieme si costruisce il futuro, da soli al massimo si tira su un muro.

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