La politica italiana alla resa dei conti?

By 30 Gennaio 2008 Marzo 5th, 2017 Attualità

A dire il vero, di questi tempi suona almeno beffarda la soddisfazione o, se non altro, un leggerissimo sospiro di sollievo, di fronte a ciò che sta accadendo nel panorama politico italiano (in teoria bisognerebbe solo piangere). Si è parlato spesso di “casta”, di “intoccabili”, c’è chi li ha mandati a quel paese davanti a tutta Italia (leggi V Day) e chi, probabilmente, ce li manda tutti i giorni all’interno delle proprie mura domestiche, mentre sfoglia un giornale o guarda la tv. Non c’è un Governo vero e proprio, non c’è una maggioranza, non c’è un Presidente del Consiglio, le Camere saranno probabilmente sciolte. Insomma siamo in un limbo. La situazione è grave. Anzi gravissima.

Eppure gli italiani non hanno potuto fare a meno di sentirsi almeno un po’ sollevati nell’ascoltare che un Ministro di Grazia e Giustizia, indagato (non voglio entrare nel merito dell’indagine, perché non è questa la sede, ma le aule giudiziarie), si sia alla fine dimesso, dal momento che proprio questa figura non può essere coperta dal benché minimo sospetto. Almeno lui, il Ministro della Giustizia! Dall’altro lato, in Sicilia, un Presidente condannato a 5 anni di carcere e all’interdizione dai pubblici uffici (che, ahimè, alla lettura della sentenza di primo grado ha esultato, tanto erano gravi gli altri reati a lui imputati, ma non riconosciuti) per favoreggiamento, dopo un lungo braccio di ferro con la nazione intera, mi sentirei di dire, alla fine ha annunciato le proprie dimissioni.

Non siamo sciacalli, non ci piace godere e gioire delle disgrazie altrui, e non vogliamo neanche fare politica, tanto è vero che i casi appena riportati vengono dall’una e dall’altra parte (almeno fino a 5 giorni fa), dunque par condicio perfetta. Non si può però non notare che ci sembra quasi una grande vittoria ciò che dovrebbe essere normale. Cioè che chi ci rappresenta e ha avuto la nostra fiducia tramite il voto, debba essere trasparente e, laddove vi sia il minimo dubbio, farsi da parte. Non perché sia colpevole a priori, ma perché in una situazione di attesa di giudizio, dunque non più del tutto esente da ogni sospetto (e sarebbe ora di tornare a rispettare la magistratura, unico baluardo della democrazia, a parte le forze armate). Semplicemente un gesto dovuto alla cittadinanza. Poi se tutto dovesse finire in una bolla di sapone, quel personaggio potrebbe tornare alla vita pubblica senza l’ombra del sospetto e con la riconoscenza della sua onestà e serietà.

I due casi appena citati fanno sperare in qualcosa di migliore, o per lo meno rendono giustizia a tutti gli Italiani. E badate bene: per chi occupa posizioni così importanti e di rappresentanza, anche il furto della famosa gallina dovrebbe essere una cosa gravissima. Chi è in determinate posizioni deve dare l’esempio per poter far sì che sia credibile. “Armiamoci e partite” l’ha già detto qualcun altro, ora sono loro che devono partire.

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