21 arresti contro il racket delle estorsioni

di 17 Marzo 2008Marzo 5th, 2017Attualità

La squadra mobile di Palermo ha eseguito le ordinanze di fermo contro 21 persone accusate di essere coinvolte nel giro di racket di Cosa Nostra, nell’ambito dell’operazione denominata “Addio Pizzo 2”. L’inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Alfredo Morvillo, si è basata sul ritrovamento di pizzini all’interno di Villa Giardiniello, covo dei latitanti Salvatore e Sandro Lo Piccolo. I due mafiosi sono stati arrestati il 5 novembre scorso, dopo che le indagini avevano portato alla luce coperture da parte di una coppia di coniugi incensurati.

Elementi utili per gli arresti odierni sono arrivati sia da collaboratori di giustizia, che da commercianti ed imprenditori vittime delle estorsioni. L’esasperazione degli esercenti viene da lontano: un esempio, su cui questa indagine ha gettato ulteriore luce, è quello del luglio scorso in cui fu incendiato il deposito di vernici di Rodolfo Guajana, che aveva aderito alla campagna antiracket.

L’imprenditore fu sostenuto dall’associazione “Addiopizzo”, che opera da qualche anno con lo scopo di sostenere le vittime del pizzo mafioso. Un punto importante a favore di queste lotte, è stato segnato l’11 novembre scorso, quando giovani, cittadini qualunque, imprenditori, industriali, politici ed esponenti delle forze dell’ordine si sono incontrati numerosi al Teatro Biondo di Palermo, come testimonianza della voglia di diffondere la cultura della legalità e di spezzare le catene della paura e dell’omertà.

In quest’ottica, Fabio Messina di 29 anni, giovane imprenditore palermitano iscritto all’associazione “Addiopizzo”, ha aperto il primo minimarket “Pizzo-free”, in cui venderà tutti i prodotti delle aziende che hanno deciso di contribuire concretamente all’abbattimento del racket, rifiutando coraggiosamente di pagare la tassa criminale alla mafia.

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