Stop ai cellulari nelle cabine elettorali

By 9 Aprile 2008 Marzo 5th, 2017 Attualità

“Questo decreto copre forse l’unico buco che abbiamo nella disciplina dei possibili brogli elettorali” – ha detto il ministro dell’Interno Giuliano Amato durante la conferenza stampa di presentazione del Decreto legge n.49 del 1 aprile 2008, con il quale si stabilisce il divieto di introdurre telefoni cellulari dotati di apparecchiatura fotografica nei seggi. Infatti il Consiglio dei ministri ha adottato questa misura per combattere il cosiddetto ‘voto di scambio’, prevedendo che i telefonini dotati di apparecchiatura fotografica vengano lasciati dagli elettori al di fuori della cabina elettorale. In questo modo si punta a evitare che la preferenza possa essere fotografata dall’elettore e poi mostrata come prova all’esterno del seggio elettorale. Le sanzioni per i trasgressori consistono nell’ammenda da 300 a 1000 euro, e anche nell’arresto da tre a sei mesi.

Si vuole così immettere un elemento di chiarezza per adeguare le normative elettorali all’avvento delle nuove tecnologie, che in questo caso posso fungere da arma a doppio taglio. Infatti, fotografare il voto determina una violazione della libertà personale e della segretezza del consenso elettorale, in quanto configura appunto il reato di voto di scambio. Non dimentichiamo, infatti, che questa pratica clientelare ha lungamente contrassegnato la storia politica italiana. Sono ancora tristemente famose le vicende degli anni ’50, quando c’era l’usanza – se così si può definire-, in alcune parti della nostra penisola, di donare una scarpa prima delle elezioni e l’altra successivamente al voto, a risultato ottenuto.

In una campagna elettorale combattuta, che come sempre è costellata da accuse, polemiche e accese discussioni, tutti contro tutti, l’approvazione di questa misura è un atto importante e di civiltà: per una volta i nostri legislatori si adeguano rapidamente ai cambiamenti della tecnologia.

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