Indipendenza energetica: una realtà anche in Italia

By 16 Settembre 2009 Febbraio 12th, 2020 Attualità

Molte comunità e abitazioni private italiane sono ormai da anni “off grid”, cioè indipendenti dalle reti di luce, acqua, gas e fognarie.

L’ingegner De Siano di Ischia

Sull’esempio degli oltre 4.000 eco-villaggi sparsi in tutto il mondo, anche in Italia esistono comunità che da anni si autoproducono tutta l’energia di cui hanno bisogno, utilizzando fonti rinnovabili e non inquinanti. Le comunità italiane “off grid” (“senza rete elettrica”, ma la traduzione letterale non è esauriente – t.d.a.) non sono semplicemente prive di contratti di fornitura elettrica, ma sono autonome da ogni punto di vista. Questi eco-villaggi hanno rinunciato ai combustibili di origine fossile, generano energia grazie ad impianti eolici, solari, fotovoltaici e trasformano i rifiuti organici in compost. Non sono collegati a rete elettrica, idrica, fognaria o di altro tipo e, quindi, non sono tenuti al pagamento di bollette e tributi. Il modello al quale si ispirano non è la comunità hippy degli anni ’70, ma un tipo si società che soddisfi i propri fabbisogni senza ridurre le aspettative di vita delle generazioni future. Una ventina di queste comunità fanno parte della Rete Italiana Villagi Ecologici (RIVE) , che è nata nel 1996 allo scopo di divulgare questo nuovo modello di vita sostenibile a 360 gradi e che, a sua volta, rientra nel circuito internazionale del General Ecovillage Network (GEN).  

Agli eco-villaggi italiani, nei quali vivono in media dalle 15 alle 100 persone l’uno, vanno aggiunti i privati cittadini che stanno sperimentando esperienze “off grid” in grado di eliminare le bollette, ma senza rinunciare alle comodità. L’ingegnere Emiliano Cecchini di Arezzo, ad esempio, ha realizzato un edificio autosufficiente, che utilizza solo le risorse disponibili nel territorio su cui è costruito e che ricicla all’infinito le risorse provenienti dal cielo (sole e acqua). La casa, ubicata presso l’HydroLab della Fabbrica del Sole (società che ha costruito il primo idrogenodotto al mondo – n.d.a.) è edificio dove energia elettrica e acqua calda sono prodotte da fonti rinnovabili e dove una parte dell’acqua piovana viene filtrata per renderla potabile, mentre la restante è utilizzata per lo sciacquone del bagno e il giardino. Poiché il collegamento alla rete elettrica è assente, non c’è bisogno dell’inverter e si può usare la corrente continua senza trasformarla, evitando così gli sprechi. La casa è scollegata anche dalla rete fognaria e i rifiuti organici vengono utilizzati per la produzione di compost. E per la telefonia? Si usa un ponte radio. “Con l’off grid, l’inquinamento viene quasi annullato e il costo dell’operazione è contenuto: solo un 10% in più rispetto ad una casa tradizionale, che rientra in circa 10 anni” dichiara Cecchini.

L’ingegnere Agostino De Siano di Barano d’Ischia (Napoli), invece, vive da 15 anni senza contratto di fornitura elettrica. De Siano provvede al proprio fabbisogno energetico attraverso un impianto ad energia fotovoltaica e una serie di accumulatori. L’impianto, da lui stesso progettato dopo anni di studio, utilizza un ponte alimentato ad alta tensione, da 300 volt continui a 220 volt alternata, senza l’impiego del comune trasformatore/elevatore. Per gli spostamenti, De Siano utilizza anche un’auto elettrica (sempre auto-progettata) sulla quale ha montato pannelli fotovoltaici. “I costi non sono improponibili per chi vuole abbracciare uno stile di vita alternativo: il costo maggiore da sostenere è quello per ottimi accumulatori per uso stazionario” afferma De Siano. “Il costo complessivo di tutto l’impianto viene ammortizzato in 6/7 anni, grazie all’azzeramento totale della bolletta per l’energia elettrica e del combustibile da petrolio”.

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