L'IRCCS "E. Medea"porta nelle scuole il “passporto”per gli alunni disabili

By 5 Dicembre 2009 marzo 5th, 2017 Attualità

Parte da Milano, in particolare dalla scuola, un nuovo progetto inclusivo volto a supportare ed integrare i ragazzi disabili nel processo educativo e nel contesto scolastico stesso. Ideato dall’IRCCS “Eugenio Medea  – La nostra Famiglia, l’unico Istituto Scientifico italiano riconosciuto per la ricerca e la riabilitazione nello specifico ambito dell’età evolutiva. Il “Passporto delle competenze: percorsi di ricerca e innovazione metodologica per la disabilità” assolve a molteplici compiti. Si chiama infatti passaporto proprio perche’ contiene tutte le informazioni specifiche di ogni alunno disabile, tratti distintivi della persona, le sue competenze intellettive, cio’ che e’ in grado di fare e le discipline in cui riscontra difficolta’, tutto insomma riguardo alla messa in pratica delle proprie capacità, influenzandone quindi il percorso educativo attuale e futuro. Il tutto spiegato in un linguaggio piu’ accessibile e concreto.
Quando si parla di disabilita’ capita spesso infatti che ci si trovi di fronte a relazioni tecniche che attestano le condizioni di disabilita’ di un determinato soggetto in termini perlo piu’ medici, va da se che questo tipo di documentazione  risulti di difficile interpretazione al di fuori di un contesto clinico sanitario incidendo pertanto anche sulla quantita’ e la qualita’ delle prestazioni che si potrebbero fornire ai soggetti per tutto il corso del processo riabilitativo.
Come riportato in un comunicato stampa della stessa associazione “La nostra famiglia” (http://www.lanostrafamiglia.it/)) il progetto si concreta come un modo per rispondere alle richieste della recenti disposizioni in materia educativa, dove i sistemi dell’istruzione, della formazione e i percorsi finali di avvio al lavoro siano tra loro interconnessi e comunichino in maniera organica trasmettendo ed aggiornando i dati relativi a competenze e skill di ogni singolo allievo, un profilo formativo completo che supporti l’allievo durante il percorso educativo fino all’approdo al mondo lavorativo. Un compito non facile in genere, ma particolarmente difficile da attuare nel caso di allievi disabili.

Il modello “Passporto delle competenze” dell’ l’IRCCS “E. Medea” – La Nostra Famiglia, prevede infatti di certificare tutto quanto sugli allievi disabilita’ partendo da studi concreti su di loro. Dati ottenuti attraverso prove cognitive , linguistiche, relazionali. Queste vengono quindi inserite su di una piattaforma informatica che costituira’ una delle risorse base del progetto, per la condivisione di informazioni e la produzione di uan vera e propria certificazione completa sul profilo dell’alunno, tra i soggetti che hanno una responsabilita’ diretta nei loro confronti e che possono inflenzarne processo formativo e in gnere, la qualita’ della vita stessa: genitori, insegnanti, tutori, riabilitatori e altri attori coinvolti nel processo formativo e di riabilitazione.
E se e’ vero che chi ben comincia ha maggiori probabilita’ di riuscita, si direbbe che l’inizio promette davvero bene. Dopo tre anni di studi e ricerche il progetto e’ oggi in fase di sperimetazione. Sono gia’ 70 i passaporti per un totale di 600 prove inserite, e “in rete” ci sono gia’ centri di formazione professionale, fondazioni, associazioni e istituti professionali delle province di Como, Lecco, Brescia, Bergamo, Varese e Milano.

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  • Ononima ha detto:

    ciao ragazzi, sono un alunna della scuola E.Medea a Varese, non ho nessun problema ma ora vi spiego, io sono in nella classe 5°, devo dire che amo molto la mia scuola, e mi viene da piangere solo a sapere che l’ anno prossimo devo lasciare questa magnifica scuola, in classe siamo tutti uniti, ci sono due bambini disabili, c’ é una bambina che poverina è cieca e si trova su una sedia rotelle, e un altro bambino che ha dei problemi mentali ma devo ammettere che noi non gli scherziamo anzi tentiamo di comunicarci.Ciao ciao, iscrivetevi alla nostra scuola, è la migliore di tutta Italia, le maestre sono bravissime a insegnare, ci insegnano e a volte scherziamo anche un po’, sono anche delle amicheamici più grandi, e devo ammettere che questa scuola non ha difetti e sto dicendo la pura verità.

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