Eroe anti-casta spopola in rete

By 19 Luglio 2011 Marzo 5th, 2017 Attualità

“Licenziato dopo 15 anni di precariato in quel palazzo, ho deciso di svelare pian piano tutti i segreti della casta”. Suona come una vendetta il messaggio postato da Spidertruman, un ex dipendente di Montecitorio che su Facebook ha creato il gruppo I segreti della casta di Montecitorio. L’Assange italiano, ha sfondato in due giorni quota 300mila fan, un record assoluto e veramente straordinario per l’Italia. La sua crescita è di circa 10-15 mila fan all’ora ed è ormai diventato un fenomeno che spopola su tutti i siti d’informazione.

E siccome, visto il successo, SpiderTruman ha paura che gli chiudano la pagina su Facebook, annuncia: “Per garantire una reperibilità indipendente da facebook, ho attivato un profilo su twitter, il cui nome è Spider Truman. Condividi e fai girare: per ora lo lascio “dormiente”, ma può tornare utile nel caso di chiusura di questa pagina: http://twitter.com/#!/SpiderTruman.”

Oltre centomila iscrizioni da sabato mattina. Migliaia di cittadini che attendono, su Facebook, le rivelazioni di Spidertruman, il “precario di Montecitorio”. La promessa è scritta a chiare lettere: “Licenziato dopo 15 anni di precariato in quel palazzo, ho deciso di svelare pian piano tutti i segreti della casta”. Una vendetta. Fatta di post su un blog che si susseguono a ritmo regolare. E che raccontano tutto. Dalle agevolazioni che i parlamentari godono per le tariffe telefoniche fino a quelle sull’acquisto di automobili. Nessuna illazione: tutto documentato, nero su bianco, con tanto di foto dei documenti citati. E la necessità di rendere trasparenti i “privilegi della casta” mette insieme un numero sempre crescente di persone.

E questo diventa senz’altro un fatto politico, dà l’idea di un’attenzione della gente su questi temi. Anche se non convince l’anonimato del precario, e in Rete qualcuno parla di una “bufala”. Nelle ultime ore non mancano riflessioni e critiche al “precario misterioso”.

Ma che il tema sia molto sentito dai cittadini, è indubbio. Tutto è iniziato con l’apertura su Facebook della pagina “I segreti della casta di Montecitorio”. Le condivisioni sono centinaia già dopo primi minuti. Un passaparola digitale, alimentato dall’indignazione per l’ennesimo taglio ai costi della politica sfumato grazie a due emendamenti presentati dalla maggioranza parlamentare. Le rivelazioni, le spiegazioni del precario fantasma iniziano subito. “Ecco come fanno i nostri onorevoli parlamentari a far viaggiare gratis i loro amici e i loro familiari”. E ancora: “Ecco come vengono assegnate le auto blu”. Le accuse sono dure: “Basta trovare una persona fidata che si prenda l’impegno di inviare una lettera anonima di insulti e minacce, meglio ancora anche verso i familiari. Poi basta poco…”.

E via così, in una successione di note sempre più condivise sui social network. Tariffe telefoniche, acquisto di automobili. Tutto viene passato sotto la lente d’ingrandimento del precario. E l’indignazione dei cittadini iscritti alla pagina cresce in maniera vertiginosa con il passare delle ore. “Non ho più nessuna fiducia”, “Questa non è democrazia”, “Devono andare tutti a casa, nessuno escluso, maggioranza e opposizione”. E c’è anche chi prova a fare le pulci alla gola profonda da Montecitorio. “Grazie per le informazioni, fai bene a rivelarle. Ma sono tutte cose note, sono usciti libri e inchieste televisive su queste cose”. E c’è anche chi prova a fare autocritica: “Ricordiamoci però che i governi li scegliamo noi, che i politici che ci governano sono lo specchio di quello che siamo noi”.

E l’idea che circola con insistenza tra gli iscritti alla pagina è quella di proporre una serie di manifestazioni, una sorta di sciopero generale anti-casta. “Non occorre andare a Roma. Sarebbero utili tante proteste in tutte le città, regioni tutte nello stesso giorno e alla stessa ora. Un intero Paese che si ferma”. Si fa strada, tra gli iscritti alla pagina, anche la possibilità di un referendum. “Proviamoci, raggiungiamo le 100mila iscrizioni e poi adoperiamoci per iniziare a raccogliere le firme. Se non eliminano da soli i loro privilegi, ci penseremo noi”. E intanto cresce la caccia all’identità di Spidetruman. Le ipotesi sono già centinaia. Lui – o lei – intanto, continua con la sua personale vendetta: “I 9 barbieri che lavorano nella barberia di montecitorio, guadagnando 11mila euro al mese. Come mai parlano tutti lo stesso accento? E come mai è lo stesso accento dell’allora presidente della camera che li assunse?”. 

Articolo di Carmine Saviano. Fonte: La Repubblica

 

Cancelleria in tutta Italia, isole comprese. Basta spedire un fax e il deputato può chiedere alla segreteria la spedizione in tutta Italia di materiale di cancelleria: non solo carta intestata ma tutto l’occorrente per creare un vero e proprio ufficio a domicilio del parlamentare o dei suoi collaboratori.

L’auto (francese) è scontata. Nonostante lo smodato utilizzo di auto blu, i parlamentari italiani possono usufruire di sconti per acquistare vetture di proprietà. A offrirle non sono però concessionari di macchine italiane bensì francesi: la Peugeot offre saldi fino al 20%, da sommare allo sconto che, abitualmente, i venditori applicano a tutti i clienti.

Pochi centesimi per telefonare. Il telefonino è un’arma fondamentale per tutti gli onorevoli che, spesso, vivono tra il paese natio e Roma spostandosi con frequenza. La Tim offre tariffe del tutto particolari. Nel 2008, in particolare, il noto operatore permetteva ai deputati di chiamare altri cellulari a soli 3 centesimi al minuto.

Un immobiliarista da 2 milioni al mese. La Camera dei deputati paga 25 milioni di euro l’anno per l’affitto di un palazzo che per buona parte della settimana rimane del tutto deserto. Il proprietario è un imprenditore edile che ha acquistato l’enorme residenza a 500 metri da Montecitorio che ospita gli uffici di alcuni parlamentati. Di fatto il mutuo lo paga il Parlamento.

I barbieri hanno tutti lo stesso accento. Incomprensioni impossibili tra le poltrone del barbiere di Montecitorio. Tutti i 9 dipendenti parlano lo stesso dialetto che, guarda caso, è il medesimo del politico che, ai tempi dell’assunzione, sedeva sullo scranno più importante: quello della presidenza della Camera.

Un pc rubato oggi, due pc domani. Le denunce per furto rappresentano la normalità all’ufficio di Polizia di Palazzo Montecitorio. Non passa giorno che qualche onorevole, uomo o donna che sia, non si presenti a sporgere denuncia: sparita la pelliccia, rubato il pc portatile e altro ancora. Il motivo è semplice: c’è una polizza assicurativa che copre qualsiasi furto compiuto tra le mura del Palazzo.

Poliziotti di scorta o chauffeur? Sono pagati per proteggere i dipendenti del ministero dell’Interno. Ma trascorrono più tempo ad accompagnare le mogli degli onorevoli a fare la spesa o gli stessi deputati, la sera, a casa di un amante o alla festa del momento.

Per avere scorta e autoblu cliccare su “minacce.doc”. L’espediente è talmente utilizzato che la segreteria di Montecitorio, per evitare ogni volta di riscrivere daccapo le stesse parole, conservano sul pc un documento chiamato minacce.com. Contiene la maschera di un comunicato stampa da inviare ai giornali nel quale si esprime “profonda indignazione per le minacce ricevute” dal parlamentare chiamato in causa. All’indomani dall’invio del comunicato, il deputato riceverà l’ok dal prefetto e, poco dopo, avrà scorta e auto blu. Peccato che tutto questo, spesso, capiti in seguito a lettere di minacce inviate da amici del parlamentare interessato a girare con l’autoblu. Per rendere ancora più credibile la minaccia, inoltre, si aggiunge un piccolo bosso.

“Millemiglia” e la famiglia vola gratis. Pochi sanno che all’interno del Palazzo di Montecitorio c’è un’agenzia viaggi. E’ la stessa che procura biglietti aerei, ovviamente gratuiti, ai deputati. Nonostante il prezzo pari a zero del biglietto, gli onorevoli collezionano i punti per la tessera soci di Alitalia, “Millemiglia”. Più punti si raccolgono e più biglietti gratuiti si ottengono. E così, grazie ai viaggi “di lavoro” pagati.

Fonti: WallStreetJournal.it e Repubblica.it

No Comments

  • adriano x ha detto:

    vergogna, in quest’italia di pensionati da 400 euro al mese quando i politici ne guadagnano 100 volte di piu’ e rubano anche, e il paese dove l’illegalita’ e diventata legale, vergogna in tutti i settori, nelle istituzioni , nella giustizia,( ammazzare persone e condannati a vivere in alberghi di alta classe )vergogna nella sanita’ dove gente senza scrupoli ti fa morire o devi pagarti medicine che superano la quota della pensione dopo aver lavorato per 40 o 50 anni ,VERGOGNARSI di essere italiani, grazie signori regnanti , speriamo che finisca la politica sporca, cioe’, speriamo che finiate tutti in galera o in esilio o crepiate per aver MANGIATO troppa italia ,

  • Ivan ha detto:

    credo che a scrivere non serva a niente, commentare ?…
    ci sono libri scritti con fatti riportati con tanto di nome e cognome di politici, papi e vescovi e chi più ne ha più ne metta…Vere e proprie pubbliche denunce, mai nessuno ha posto querele contro queste pubblicazione… succede qualche cosa … NO! Perchè ? perchè siamo solo numeri con l’illusione di diritto … ci fanno votare, ma non ci rendiamo conto che tutto è assolutamente pilotato ? allora evitiamo anche di sprecare il tempo per commentare tanto non serve a nulla… solo altra illusione… adesso meglio che torni al mio lavoro, ho già buttato troppo tempo per scrivere queste 11 righe !!

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