A Reggio Emilia la tutela degli animali diventerà legge

By 23 Gennaio 2012 marzo 5th, 2017 Attualità

Finalmente anche la politica si schiera dalla parte degli animali. A pochi giorni dalla notizia della decisione di un giudice di pace del tribunale di Varese di acconsentire alla richiesta di una signora da tempo ricoverata in ospedale di poter riabbracciare il suo amatissimo amico a quattro zampe, ecco che da un’altra Regione del Bel Paese – questa volta si tratta dell’Emilia Romagna – giunge la notizia di un altro importante riconoscimento dei diritti e del valore morale degli animali tutti (da quelli di compagnia alle specie di allevamento, passando per gli animali esotici a quelli impiegati nelle manifestazioni pubbliche, e via dicendo).

La provincia di Reggio Emilia, proprio nel giorno dedicato a Sant’Antonio Abate (17 gennaio), protettore degli animali, ha presentato un Regolamento in materia di tutela del benessere degli animali, che diventerà operativo solo una volta che i Comuni l’avranno approvato. A spingere la giunta provinciale a tale decisione è il duplice convincimento che il maltrattamento degli animali sia non solo un problema di ordine morale, ma anche un costo (eccessivo) per le casse pubbliche.

L’assessore all’Agricoltura e al Benessere degli animali della Provincia di Reggio Emilia, Roberta Rivi sull’argomento ha affermato che “la disaffezione nei confronti degli animali, spesso purtroppo testimoniata da episodi riprovevoli anche nella nostra provincia è sintomo di inciviltà, quindi è in primo luogo un problema etico, ma ha anche un costo per le casse pubbliche: in un momento di ristrettezze come l’attuale richiede, un motivo in più per dedicare attenzione a queste tematiche”.

Il regolamento del capoluogo emiliano, dunque, mentre afferma il dovere dell’uomo di rispettare tutte le creature viventi, proprio a queste riconosce “il diritto a un’esistenza compatibile con le caratteristiche biologiche ed etologiche proprie della specie di appartenenza” (art.1).

Una variante “politica” delle favole di Esopo? Perché no. In fin dei conti le favole di Esopo (che fu anche schiavo) investigano nelle più profonde miserie dell’animo umano per educare i contemporanei ad atteggiamenti più maturi e lo fanno utilizzando acutissime allegorie “animali”. La morale di questa storia è che una Provincia emiliana, facendo leva sull’adozione di un atteggiamento civico verso ogni specie animale, sta incentivando i propri concittadini a condurre un’esistenza pacifica e armoniosa con tutte le creature viventi, uomo compreso.

Auguriamoci ora che tutti i Comuni rispondano positivamente a questo interessante stimolo. Il nostro senso civico, nel frattempo, ringrazia.

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