Prestiti tra persone: ritorna il "social lending"

By 29 Marzo 2012 Marzo 5th, 2017 Attualità

L’attuale crisi economica non mette in difficoltà solo le famiglie, alla costante ricerca di liquidità, ma anche le banche, che concedono credito con sempre minore frequenza.
Il generale calo di prestiti coinvolge tutta l’Europa e, sebbene da un lato possa tradursi in una condizione estremamente critica per i cittadini europei, questo consente la rinascita e lo sviluppo del “social lending”, soprattutto in Italia. In un momento in cui le banche hanno chiuso i rubinetti del credito, infatti, ritornano e si fanno strada tra i consumatori metodi alternativi per ottenere prestiti: uno di questi è il proprio il “social lending”, o “prestito tra persone”, che consente ai privati di finanziarsi tra loro a tassi molto vantaggiosi, senza l’intermediazione delle banche, attraverso una piattaforma sul web.
Capire che cos’è il social lending è molto semplice, come anche il suo funzionamento: chi ha necessità di ottenere un prestito può ottenere tassi di finanziamento vantaggiosi e chi, invece, è disposto a prestare i propri soldi può guadagnare sugli interessi e investire in diversi progetti. Smartika permette di richiedere un prestito personale compreso tra i 1.000 e i 15.000 euro, rimborsabili in 24, 36 e 48 mesi (mentre altre società, come – ad esempio – Prestiamoci, consentono di richiedere prestiti fino a 25.000 euro).

Ha da poco riaperto l’attività, infatti, la ex-piattaforma Zopa, che dopo una lunga interruzione è tornata ad operare in Italia con un nuovo nome: “Smartika”. Nel 2009 la Banca d’Italia aveva inibito l’erogazione di prestiti da parte di Zopa, accusata di aver fatto “raccolta di risparmio”, a causa della giacenza di denaro presente sul “Conto Prestatori Zopa”.
Ora Bankitalia ha concesso di nuovo il suo “nulla osta” ed ha riconosciuto alle società che operano nel social lending la qualifica di “Istituti di Pagamento”, molto diversi quindi dalle banche tradizionali, ma comunque autorizzati a prestare servizi di pagamento. E Smartika, insieme ad una trentina di altri servizi analoghi, rientra in questa qualifica.
La procedura in Smartika è molto simile a quella dei prestiti tradizionali, ma con qualche differenza. Una volta inoltrata la richiesta online, il richiedente ottiene subito una risposta positiva o negativa, in base al proprio merito creditizio. Per minimizzare il rischio, il prestito viene comunque suddiviso in centinaia di micro-prestiti provenienti da differenti “prestatori” e viene restituito con rate mensili suddivise ed accreditate da Smartika ai prestatori, in base alle micro-rate di spettanza.
Per quanto riguarda le figure dei prestatori, infine, questi hanno la facoltà di scegliere il tipo di richiedente al quale concedere il denaro, ma anche il tasso da applicare.
Dato il momento di forte stretta creditizia che il nostro paese si trova ad affrontare, per finanziare i propri progetti, il social lending può costituire una valida alternativa alle banche tradizionali, da prendere in considerazione.
In generale, quando si deve richiedere un prestito è opportuno fare una comparazione di quanto propongono istituti di credito e finanziarie. Il confronto si deve basare principalmente sul TAEG, ossia il Tasso Annuo Effettivo Globale, che comprende sia il tasso d’interesse applicato al finanziamento sia le spese accessorie necessarie per ottenerlo. È quindi indicativo del costo finale del finanziamento e perciò della reale vantaggiosità del prestito.
Meno indicativo invece è il TAN, ossia il Tasso Annuo Nominale: indica solamente il tasso d’interesse applicato alle somme da restituire alla banca.

One Comment

  • Alessia ha detto:

    il social lending è un prestito peer-to-peer che vede la presenza di un richiedente e di un prestatore che attraverso società online hanno la possibilità di abbattere i costi di intermediazione mettendo in diretta comunicazione creditore e contraente.Un modo intelligente ed equo di prestare denaro che annulla completamente la presenza di banche, costi di gestione ed abbatte gli alti margini di interesse provenienti dal denaro dei clienti.

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