Terremoto Emilia: 100 donne danno vita al marchio "EmiliAmo"

By 10 Giugno 2012 Marzo 5th, 2017 Attualità

Sono un centinaio le donne – mogli e mamme, ma anche imprenditrici e negozianti – della Bassa Modenese e dell’Alto Ferrarese che hanno dato vita al marchio e al network “EmiliAmo”, per vendere i prodotti delle aziende colpite dal sisma: vestiti, scarpe, profumi, borse, prodotti agroalimentari, ma – soprattutto – per evitare speculazioni e sciacallaggi.

“Non vorremmo sembrare delle sentimentali disorganizzate”, ha dichiarato la coordinatrice di “EmiliAmo”, Claudia Miglia, di professione consulente aziendale, “in realtà siamo delle pragmatiche organizzate. La scelta del nome, dal nome Emilia e dal verbo amare, risponde a una precisa scelta di branding: abbiamo creato un marchio che garantisca una sorta di certificazione di qualità“.

Una certificazione di qualità finalizzata a due precise attività:

1) la vendita dei prodotti degli esercizi commerciali oggi chiusi per il terremoto e

2) la pressione sulla politica nazionale e locale, affinché la ricostruzione avvenga con il recupero dei centri storici, cuori pulsanti oggi feriti di queste comunità economiche e civili.

“Stare insieme ci fa bene”, ha spiegato Claudia,”ma soprattutto ci permette di reagire con forza a qualunque ipotesi di sciacallaggio. Con il marchio EmiliAmo vogliamo vendere i prodotti delle nostre aziende. Vestiti, scarpe, profumi, borse, prodotti agroalimentari. In questa maniera, ci sottraiamo a qualunque speculazione che, dall’esterno, qualcuno volesse provare a fare: i prezzi saranno giusti, nessuno potrà venire qui a imporre quotazioni ridicole“.

A breve sarà attivo anche il portale www.emiliamo.it, che servirà sia a fare e-business etico sia a tutelare le imprenditrici emiliane e i beni strappati ai magazzini e ai negozi danneggiati dal sisma.

Susanna Benatti, titolare di tre negozi di profumeria e di pelletteria a Mirandola, Cavezzo e San Felice sul Panaro, ha detto: “Un altro obiettivo di EmiliAmo è trovare tutte insieme dei luoghi dove ricominciare a fare business. Ora abbiamo bisogno di piccoli centri commerciali e capannoni dove riorganizzare la merce e dove tornare a incontrare i nostri clienti e le nostre clienti. Naturalmente, si tratta di un obiettivo temporaneo. Per noi è fondamentale tornare nei centri storici. Qui nella Bassa Modenese e nell’Alto Ferrarese, nessuno vuole la ripetizione del modello dell’Aquila.

È questa la frase che ripetono tutti, in particolare le professioniste e le piccole imprenditrici del network EmiliAmo: I centri storici sono un pezzo fondamentale delle nostre vite. Io avevo sei mesi, quando mia mamma aprì la prima erboristeria a San Felice sul Panaro”, racconta Silvia Ferrari, che con la sua famiglia ora ne ha due: la prima è completamente distrutta, la seconda ha meno danni, sembra agibile, ma si trova nella zona rossa del borgo. Silvia dorme in macchina dal primo giorno del sisma, ma si ritiene fortunata perché può rientrare in casa a mangiare e a farsi la doccia, a differenza di tanti altri emiliani.

“L’obiettivo della vendita online dei prodotti e della moral suasion a favore del rientro nei centri storici è fondamentale”, spiega Silvia Ferrari, “ma è altrettanto importante per noi, in questa fase, stare insieme, muoverci, fare delle cose, sentirci unite. Noi emiliane siamo così”.

Fonte:  www.ilsole24ore.com

 

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