Equitalia denunciata per evasione fiscale e lavoro nero

di 15 Giugno 2012Marzo 5th, 2017Attualità

La battaglia parte da Latina: i Comitati Riuniti Agricoli (CRA) e il movimento civico “Dignità sociale” hanno scoperto che i messi notificatori di Equitalia non hanno titoli per svolgere l’attività. Sono, per la maggior parte, lavoratori a progetto di società appaltatrici del servizio. Per gli avvocati di CRA e “Dignità sociale” è stato sufficiente per impugnare le cartelle esattoriali, ma anche per ipotizzare nei confronti di Equitalia i reati di evasione fiscale, lavoro nero ed elusione contributiva: Come cittadini, chiediamo l’assoggettamento di Equitalia a quelle stesse leggi a cui noi stessi siamo sottoposti”. 

I CRA e il movimento “Dignità sociale” di Latina hanno cominciato ad esaminare carte e documenti già quattro-cinque anni fa – quando i suicidi degli imprenditori non riempivano le pagine dei quotidiani ed Equitalia non era ancora nell’occhio del ciclone. I tempi non erano “sospetti”, ma gli agricoltori dei CRA di Latina, la categoria più “tartassata” della zona, hanno protestato e si sono detti pronti a denunciare i metodi di Equitalia.

“Ci hanno accusato di essere degli evasori“, ha dichiarato alla stampa il leader pontino dei CRA, Danilo Calvani. “Ma abbiamo continuato ad indagare e a denunciare che qualcosa non andava. Ora sappiamo di avere ragione: le cartelle notificate sono, per la maggior parte, nulle e abbiamo denunciato Equitalia in tutte le procure del Lazio”.

Il “caso Latina” parte dalle prime sentenze di alcune commissioni tributarie, che giudicavano nulle le notifiche a mano delle cartelle di Equitalia. Dopo le prime sentenze nascono i dubbi ed è allora che i CRA e il movimento civico “Dignità sociale” cominciano a scavare e – con i colleghi di Lazio, Sardegna e Toscana – mettono in piedi una rete e si accorgono, con il supporto legale, che appena poche decine di funzionari sono tecnicamente autorizzati a notificare le cartelle.

E tornano all’assalto dell’ente esattore “più odiato d’Italia”, questa volta con una formale denuncia presso la Procura generale di Roma, nonché presso tutte le procure del Lazio, la Guardia di finanza e la Corte dei Conti. E così, il movimento, dal Lazio, si allarga a tutto il Paese.

Legalmente, i messi notificatori inviati da Equitalia non hanno titolo: “E’ un po’ come se le notifiche le facesse un qualunque cittadino” – ha spiegato l’avvocato dei CRA, Alessandro Saieva, “senza l’abilitazione prevista per legge, senza concorsi e senza corsi”. Tecnicamente, la società di riscossione dei tributi affida l’attività di notifica in appalto alla TNT, che – nel Lazio – la subappalta alla CRC, con dipendenti assunti con contratti a progetto e pagati, per ogni notifica, da 30 centesimi a 1 euro.

“Basta una visura alla Camera di Commercio” ha detto Saieva. “La prima società conta 55 dipendenti, la seconda 88. Troppo pochi per coprire un territorio vasto come il Lazio. Il resto è costituito da lavoratori a progetto. E il progetto, in questo caso, coincide con la ragione sociale. Ne consegue che i messi notificatori inviati da Equitalia per portare, casa per casa, le cartelle esattoriali ai contribuenti non sono abilitati. E il modus operandi è lo stesso in tutta Italia”.

“Le procedure di Equitalia” , ha proseguito l’avvocato, “non rispettano il diritto comunitario. Sono infatti impugnabili, poiché nulle, le cartelle notificate dai messi non abilitati“. Ma c’è di più: i 787 dirigenti della società non sono altro che funzionari promossi “sul campo”. Senza uno straccio di concorso. Altro aspetto che si chiede di indagare.

Per l’avvocato Saieva, a conti fatti, ce n’è abbastanza per ipotizzare i reati di evasione fiscale, lavoro nero ed elusione contributiva riconducibile all’attività di Equitalia e alle società collegate che hanno ottenuto gli appalti e che i loro dipendenti li pagano a progetto.

“Abbiamo chiesto” – ha spiegato ancora Danilo Calvani – “l’accesso agli atti per verificare anche i passaggi relativi agli appalti. Intanto, i nostri legali restano a disposizione dell’intera categoria degli agricoltori per le contestazioni delle cartelle Equitalia”.

“Le leggi sono giuste e le tasse vanno pagate – ha concluso Saieva – ma vorremmo che il senso di giustizia guidasse anche chi ce lo richiede. Come cittadini, chiediamo perciò l’assoggettamento di Equitalia a quelle stesse leggi a cui noi stessi siamo sottoposti“. 

Fonti:  www.latinatoday.it  e  affaritaliani.libero.it
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