Divorzio breve, la maggioranza degli italiani si dichiara favorevole

di 17 Giugno 2012Marzo 5th, 2017Attualità

E’ stato fatto un passo avanti per snellire la farraginosa normativa italiana che regolamenta il divorzio: è stato discusso alla Camera il “divorzio breve” – o meglio, il “divorzio abbreviato” in caso di separazione consensuale e, soprattutto, in assenza di figli. La nuova legge, che riduce di un terzo i tempi di attesa per le coppie che hanno deciso di separarsi, rappresenta, piuttosto, un adeguamento della legislazione ad esigenze diffuse e sempre più attuali, come emerge da un recente rapporto Eurispes-Osservatorio permanente sulle famiglie.

Nelle scorse settimane è stato discusso alla Camera un progetto di legge piuttosto controverso: il divorzio breve (anche se, in realtà, bisognerebbe parlare di “divorzio abbreviato”) ha evidenziato forti scissioni nel fronte politico italiano, riscuotendo tuttavia – a quanto si evince dai recenti sondaggi Eurispes  il consenso della maggioranza degli Italiani.

Il cambiamento previsto dalla nuova proposta di legge, verte principalmente sulla riduzione del periodo di separazione: in caso di separazione consensuale e in assenza di prole a carico, sarebbe possibile presentare istanza di divorzio dopo solo 1 anno dalla separazione anziché dopo tre anni.

Il testo di legge prevede una riduzione delle tempistiche anche in caso di presenza di prole: il periodo minimo di separazione, per i genitori, si ridurrebbe infatti a 2 anni. I tempi previsti per porre fine ad un matrimonio, verrebbero quindi drasticamente abbreviati rispetto alla media attuale (che si aggira fra i 4 anni per i divorzi consensuali e i 10 per quelli in assenza di accordo fra i coniugi).

Il tema del divorzio breve ha prodotto echi discordanti all’interno della società e dell’opinione pubblica italiana. Ciononostante, da quanto emerge dal rapporto “Il divorzio breve, L’opinione degli italiani” pubblicato dall’Osservatorio permanente sulle famiglie su dati Eurispes, la maggioranza degli Italiani sarebbe ampiamente favorevole alla riduzione dei tempi canonici di separazione: si dichiara, infatti, favorevole un plebiscitario 82,2% degli intervistati, contro il 15,8% dei contrari.

La percentuale,inoltre, sale al 92% nel caso dei giovanissimi e anche tra gli over 65, a sorpresa,  i favorevoli superano contrari: 71,1% contro 28,4%.

Il rapporto numerico fra sostenitori e detrattori si mantiene considerando differenti tipologie diverse di intervistati, ma con alcune significative sfumature in base a cui è possibile desumere – a grandi linee – l’identikit del “sostenitore tipo”: chi tifa per il divorzio breve è, nella maggior parte dei casi, giovane, progressista ed istruito.

L’alta percentuale di giovani favorevoli, mostra peraltro come la necessità di abbreviare i tempi previsti per ottenere il divorzio risponda alle esigenze di una società in rapido cambiamento, caratterizzata da una sensibile impennata delle separazioni.

All’interno di questo contesto, la nuova legge – il cui iter non è tuttavia ancora concluso – potrebbe, previsionalmente,  costituire un incentivo all’incremento delle separazioni consensuali, agevolando, inoltre, gli ex coniugi nella formazione di nuovi nuclei familiari.

 

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