Riforma Titolo V Costituzione: più controlli sui bilanci regionali

By 11 Ottobre 2012 marzo 5th, 2017 Attualità

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il Disegno di legge costituzionale di riforma del Titolo V della Costituzione Italiana. Il testo interviene a 11 anni di distanza dalla precedente revisione della Costituzione,  attuata con la Legge costituzionale 3/2001. Con 2 provvedimenti positivi per la gestione delle finanze pubbliche: maggiori controlli sui bilanci regionali e la partecipazione delle Regioni a statuto speciale all’equilibrio di bilancio.

“Il nostro governo si è dedicato al compito di prendere misure per accrescere la competitività dell’Italia e rimuovere alcuni impedimenti strutturali, ma abbiamo riscontrato che un ostacolo, tra i molti, risiede in alcuni particolarità istituzionali, in particolare alcuni aspetti del Titolo V della Costituzione”: con queste parole il presidente del Consiglio dei Ministri, Mario Monti, ha spiegato le linee di intervento del Governo.

Il Ddl approvato dal CdM prevede da un lato la ridistribuzione delle competenze tra Regioni e Stato – cosa a cui molti governatori di Regione si stanno opponendo – e dall’altro 2 provvedimenti positivi per la gestione delle finanze pubbliche, che sono:

– i nuovi controlli sui bilanci regionali; e
– la partecipazione delle Regioni a statuto speciale all’equilibrio di bilancio.

“La Corte dei conti” – si legge nel Ddl – “esercita il controllo preventivo di legittimità sugli atti del Governo e delle regioni e anche quello successivo sulla gestione del bilancio dello Stato e di quello regionale. Partecipa, nei casi e nelle forme stabilite dalla legge, al controllo sulla gestione finanziaria degli enti a cui lo Stato contribuisce in via ordinaria. Riferisce direttamente alle Camere sul risultato del riscontro eseguito”.

L’articolo 116 (modificato dalla Legge Cost. 3/2000) recita: “Il Friuli Venezia Giulia, la Sardegna, la Sicilia, il Trentino-Alto Adige/Südtirol e la Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste dispongono di forme e condizioni particolari di autonomia, secondo i rispettivi statuti speciali, adottati con legge costituzionale”.

“In materia finanziaria l’autonomia si svolge nel rispetto dell’equilibrio dei bilanci e concorrendo con lo Stato e con gli altri enti territoriali ad assicurare l’osservanza dei vincoli economici e finanziari derivanti dall’ordinamento dell’Unione europea”. Quindi, anche le Regioni a statuto speciale saranno sottoposte al Patto di stabilità.

 

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