Ciclomotori: i centauri italiani sono più prudenti

By 30 Gennaio 2013 Marzo 5th, 2017 Attualità

Tutelare i nostri beni è un desiderio comune a tutti. Ed è proprio a questo scopo che sono state create le polizze assicurative: grazie ad esse, infatti, pagando un tot al mese, all’anno, ecc., è possibile salvaguardare pressochè ogni bene, così come un’infinità di servizi. Per poter ottenere una copertura di qualità senza sborsare troppi soldi è però necessario, come in ogni campo, prendersi del tempo per confrontare le migliori assicurazioni presenti sul mercato, in modo tale da trovare la soluzione su misura per noi.

In certi casi, le polizze sono facoltative mentre in altri, vedi ad esempio auto e ciclomotori, sono obbligatorie per legge. In questi casi però, specialmente per quanto riguarda le moto, la migliore protezione per noi e per il nostro mezzo consiste nell’adottare uno stile di guida prudente. E in Italia, i dati relativi ai livelli di incidentalità sui veicoli a due ruote sono inaspettatamente confortanti. A rivelarlo un’indagine statistica ACI-ISTAT secondo cui, nel 2011, le vittime coinvolte in incidenti su ciclomotori, motocicli e scooter sono diminuite drasticamente rispetto all’anno precedente, rispettivamente del 19% e del 5,2%. Un elemento negativo è, invece, costituito dai prezzi delle assicurazioni moto.

Secondo una recente inchiesta condotta dal Corriere della Sera, nelle principali città italiane, il costo della polizza assicurativa per la moto è fino a 10 volte più alto della media delle città tedesche. Per questo, il 10% dei motociclisti guida senza assicurarsi, oppure ricorre addirittura alla falsificazione dei documenti.

Tuttavia, come dimostrato dall’indagine ACI-ISTAT, i motociclisti italiani sono, in generale, disciplinati. Dati che contrastano nettamente con quelli, apparsi in diversi articoli, che sottolineavano come gli incidenti stradali che coinvolgono i mezzi a due ruote causino in Italia un morto ogni 8 ore.

“Tale dichiarazione non tiene conto del fatto che solo nel 38% dei casi l’incidente è imputabile ad un errore umano del motociclista, mentre nel 50% dei casi sono gli altri conducenti a provocarlo – sottolinea Pier Francesco Caliari, direttore generale di Confindustria ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo e Accessori), citando dati tratti da una ricerca sul tasso di incidentalità dei veicoli a due ruote, condotta dall’ACEM, l’ente rappresentativo del settore motociclistico in Europa.

 

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