Dopo cinque mesi Domenico Quirico, l'inviato della Stampa sparito sul fronte dell'inferno siriano il 9 aprile scorso, è tornato libero. La notizia della sua liberazione è arrivata ieri sera mentre il giornalista era già a bordo di un aereo sulla via del ritorno in Italia, in volo verso l'aeroporto romano di Ciampino. Il giornalista è stato accolto al suo arrivo, poco dopo la mezzanotte, dal ministro degli Esteri, Emma Bonino.

Mesi difficili per il giornalista che, anche se in buone condizioni, ha confessato di avere avuto paura durante tutta la prigionia. "Cinque mesi sono lunghi ma ce l'ho fatta, come ho detto a qualcuno mi sembra di essere stato su Marte, adesso sono tornato sulla terra e ho appreso alcune notizie di come si è evoluto il mondo, ma devo lavorare per ritrovare. E' stata una terribile esperienza ma una grande esperienza. Chiedo scusa - ha detto Quirico al direttore della Stampa Mario Calabresi.  - ma tu sai qual e' la mia idea di giornalismo di andare dove la gente soffre ogni tanto tocca soffrire come loro. Questa storia mi ha insegnato alcune cose".

"Una magnifica notizia", ha esclamato il direttore del quotidiano torinese, così come la moglie e le due figlie Metella ed Eleonora: "Siamo emozionate e felici. Lo aspettiamo a casa e non vediamo l'ora di abbracciarlo", ha detto all'Ansa Eleonora.

La brutta avventura di Domenico Quirico era cominciata ad aprile di quest'anno mentre l'inviato della Stampa cercava di raggiungere Homs, città martire della rivolta anti-Assad: il giornalista sarebbe stato rapito da un gruppo della criminalità ordinaria con il quale, le trattative, sarebbero giunte a buon fine anche grazie ai buoni rapporti stabiliti dagli apparati diplomatici e d'intelligence italiani con settori dell'insorgenza siriana. Tempo . . .

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