Il florido mercato del vino italiano

By 29 Ottobre 2013 Marzo 5th, 2017 Attualità

Brindiamo all’eccellenza dell’Italia. A conferma di questa tendenza, è stato presentato oggi, sotto l’occhio vigile di Nunzia De Girolamo, Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, l'”Atlante dei territori del vino italiano” , una  pubblicazione promossa dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, con la collaborazione di Enoteca Italiana e dell’Istituto Geografico Militare dell’Esercito italiano, si compone di due volumi ed è un’opera complessa che va a colmare un vuoto importante nel panorama editoriale del nostro Paese.

La pubblicazione vede la luce dopo cinque anni di lavoro, sotto l’attenta guida di un competente comitato scientifico (tra i nomi di prestigio Luigi Moio, cattedra di enologia Federico II Napoli e Eugenio Pomarici del Dipartimento di Economia Agraria, sempre Federico II). Definita come un’operazione multidisciplinare, alla stesura dell’opera hanno contribuito le varie competenze politiche del Ministero delle politiche agricole, dell’Istituto Geografico Militare, dell’Enoteca Italiana di Siena, dell’Accademia Italiana della Vite e del Vino, del Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura di Arezzo, di Firenze e di Conegliano, l’Università di Bologna e la già ricordata Università Federico II di Napoli.

Il volume insiste sulla territorialità del gusto, ovvero dell’influenza che il territorio in cui un vino origina ha nel determinarne le caratteristiche organolettiche. Un monito dunque alla tutela e alla valorizzazione non solo dell’evidente e insostituibile intervento umano nel processo di trasformazione dell’uva, ma anche verso i luoghi di produzione, realizzando interventi e scegliendo varietà più adatte a determinate zone. L‘Atlante è un viaggio avventuroso alla scoperta di quegli elementi così determinanti, dai dati cimatici a quelli geologici, da quelli altimetrici a quelli pedologici, che contribuiscono a rendere l’Italia, per l’appunto, uno dei luoghi più vocati all’allevamento e alla produzione del vino.Le aree di produzione del vino italiano vengono sintetizzati nel concetto di “macroaree”, che diventa il concetto guida per orientarsi nella lettura dell’Atlante.

Una necessità imposta in parte dal fatto che l’Italia resta un territorio viticolo ampio e variegato, impossibile da sondare in tutte le sue più minute declinazioni e in parte dettata dallo scopo stesso dell’Atlante: quello di essere soprattutto uno strumento facilmente fruibile. Le “macroaree”, in questo senso, hanno una flessibilità funzionale che ben sintetizza la ricchezza dell’Italia enoica.
Un altro dato interessate legato al vino e che emerge che emerge da una proiezione della Coldiretti sulla base dei dati Istat relativi ai primi sette mesi dell’anno è la forte esportazione del vino nostrano. Nel solo 2013 le vendite di vino italiano all’estero potrebbero superare i 5 miliardi di euro, grazie a un aumento del 9 per cento dell’export.

 

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