Roma trova il suo riscatto nel giorno della canonizzazione dei due Papi

By 30 Aprile 2014 marzo 5th, 2017 Attualità

Di Roma si è detto e si dice di tutto. Senza sconti e senza ipocrisie. Roma città unica e meravigliosa ma anche città paralizzata dal traffico e da una mobilità insostenibile. E così, come è giusto criticare Roma per le sue numerose falle che rischiano di offuscarne la grandiosità, è altrettanto giusto e doveroso riconoscerle i meriti. Come quelli ottenuti nel giorno della canonizzazione dei due Papi, che trovano tutti d’accordo e che hanno permesso a Roma di guadagnare il suo riscatto non solo per lo sforzo compiuto affinché tutto andasse per il meglio, ma anche per il successo dell’operazione.

Infatti, insieme alla grande emozione per un evento, già definito la canonizzazione epocale, i pellegrini accorsi nella Capitale italiana il 27 aprile 2014 riporterano a casa il ricordo di una città, Roma, che, ha saputo accoglierli. Certo, è impossibile pensare che non vi siano stati episodi di grottesco affarismo (come quelli dei panini venduti a 8, 9 o 10 euro) e di abusivismo, ma sarebbe ingiusto nei confronti dei cittadini di Roma concentrarsi su queste circostanze. Il fatto che rimane è che il tessuto di Roma non ha ceduto al peso del quasi milione di fedeli giunti da tutte le parti del mondo e che per l’occasione hanno letteralmente invaso strade e piazze della città, oltre che ovviamente di San Pietro.
E saranno tanti quelli che narreranno di questo giorno con lo stesso entusiasmo di Bill Ditewig, diacono per l’Arcidiocesi di Washington, presente alla cerimonia di santificazione di Papa Giovanni XXIII e di Giovanni Paolo II a Roma che in un diario affidato al suo blog riporta  “ … devo ammettere che i romani hanno organizzato bene, con grande precisione e attenzione al dettaglio”.

Roma, nel giorno più importante, non si è fatta trovare impreparata. E il lavoro di squadra c’è stato ed è stato davvero capillare. Roma, rispettosa dell’evento, ha retto alla pressione. Dalla Municipalità alla Questura, dai vigili agli autisti Atac, dagli oltre 26.000 volontari (della croce Rossa e delle tante associazioni cattoliche e non), dalla Protezione civile alla Croce Rossa e finanche Trenitalia che ha potenziato i numeri dei treni, tutti hanno contribuito a rendere questa giornata ancora più indimenticabile.

Ma Roma è sempre Roma. Punto. E anche quando le si avanza una critica, il tono, misto di amarezza e di rammarico, è quello che si riserva ad una creatura amata nel tentativo di rendere ancora più splendente la sua già grande bellezza.

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