Atterro a Parigi la mattina di un giorno speciale. Domenica 29 novembre: nella capitale francese sono attesi 150 capi di stato per la temutissima Cop21, la Conferenza sul Clima delle Nazioni Unite. Non ci sarebbe nulla di spaventoso, in realtà, se non fosse che nell'annus horribilis inaugurato dalla strage di Charlie Hebdo e a pochi giorni (sedici, pochi davvero) dagli attentati al Bataclan e allo Stadio Nazionale, una concentrazione mondiale di capi di stato, fa paura. Almeno: così dicono. "Hai controllato se da Beauvais si può arrivare a Parigi? Guarda che hanno bloccato tutte le strade d'accesso!" mi ha ammonita un amico, con giusto un filo di allarmismo.

La verità, però, è ben diversa e la tocco con mano nel giro delle ore successive. Sotto un cielo livido, che sembra promettere acqua a catinelle, Parigi è meno cupa di quanto mi aspetti. In primo luogo, non rimango bloccata a Beauvais e questa è già una buona notizia. A partire dal pomeriggio, alcune strade verranno bloccate - è vero - ma in compenso, la municipalità ha trovato il modo per 'risarcire' dei disagi cittadini e turisti. Porte aperte in metropolitana. A chi, ignaro, si affolla intorno alle macchinette per comprare il biglietto, il personale di turno ripete che per le prossime 48 ore, i mezzi pubblici sono gratuiti. Alcuni, pensano si tratti di uno scherzo, eppure è vero. In questa strana settimana in cui ci si aspetta il peggio, a Parigi si viaggia gratis.

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