Secondo il programma, con Alessia Marsigalia* e Silvio Malvolti, questa sera avremmo dovuto presentare per la prima volta il nostro libro sul giornalismo costruttivo qui a Milano. Non sarà così, com’è ovvio. Ma noi ci siamo e stiamo andando avanti, anzi: la situazione attuale ci sta dando l’opportunità di porci nuove domande che mettano alla prova i nostri metodi.

Perché se è facile fare giornalismo costruttivo quando le soluzioni sono lì, a portata di mano, è molto – ma davvero molto – più difficile farlo oggi, quando entri in un ospedale o intervisti i medici che ci lavorano. E’ proprio così… bisogna scendere direttamente sul campo. Lo ha fatto Alessia Marsigalia, che una settimana fa è entrata alla Poliambulanza di Brescia per farsi raccontare non la catastrofe, ma il “come” stanno lavorando per costruire il futuro e mettere a punto strumenti, strategie e mezzi che consentano di uscire da questa situazione imparando qualcosa di utile.

Questo, con le foto – bellissime – di Alessio Guitti – che ha saputo offrire un esempio di come sia possibile mostrare una realtà critica documentandone a livello visivo (là, dove di solito casca l’asino) ANCHE altri aspetti che non siano per forza il tragico e il morboso fini a se stessi.

Insomma, se volete sapere cos’è il giornalismo costruttivo, seguiteci sul blog dell’Associazione Italiana Giornalismo Costruttivo, ma soprattutto leggetevi l’articolo di Alessia, che ha il grande pregio di rendere il dolore “utile”.

*Alessia Marsigalia è giornalista professionista freelance e docente di comunicazione all’Accademia Santa Giulia di Brescia. Ha coordinato la rivista digitale BuoneNotizieMAG e la testata online BuoneNotizie.it dal 2012 al 2013. Ha sposato l’approccio del giornalismo costruttivo, e collabora con l’Associazione Italiana Giornalismo Costruttivo, di cui è docente e tutor nel nuovo percorso formativo per diventare giornalista.

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