Per la Giornata della donna 2021 un focus sulle donne leader.

Il primo marzo Ngozi Okonojo-Iweala si è insediata come direttrice generale dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC). L’elezione di Okonojo-Iweala è una buona notizia sia per la sua competenza, sia perché aumenta la rappresentanza delle donne ai vertici delle istituzioni internazionali.

Economista, ex ministra delle finanze della Nigeria, da 25 anni all’OMC, Ngozi Okonojo-Iweala è la prima donna e la prima africana alla guida di questa istituzione. Nominata il 15 febbraio, il suo mandato scadrà il 31 agosto 2025. L’economista è stata votata all’unanimità dai Paesi membri dell’OMC, dopo che l’amministrazione Biden ha superato il veto posto dall’ex presidente Trump, che aveva sostenuto la candidatura della sudcoreana Yoo Myung-hee.

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Dopo quattro anni di guerre commerciali che hanno messo in pericolo il futuro dell’istituzione, il suo compito è “risuscitare l’OMC”. Durante il discorso di insediamento, la direttrice generale ha invitato i membri a “fare le cose in modo diverso” per rilanciare l’OMC e per agire urgentemente sulla produzione e la distribuzione del vaccino Covid-19 e sull’ambiente. Okonojo-Iweala ha osservato che si possono ottenere risultati solo se i Paesi membri raggiungono accordi.

“Un momento storico” per le donne ai vertici delle istituzioni internazionali

“È un momento storico per il mondo intero”, commenta Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea. La von der Leyen si dice “felice di vedere una donna proveniente dall’Africa” a capo di un’organizzazione così importante e che dovrà essere rilanciata. La von der Leyen è la prima donna a presiedere la Commissione europea, nonché la prima donna a essere stata ministra della Difesa in Germania.

Ngozi Okonojo-Iweala si unisce alle donne che ricoprono un ruolo di leadership nel mondo e che mai come ora sono così tante. Tra queste, oltre alla von der Leyen, ci sono la presidente della Banca centrale europea Christine Lagarde, anche lei prima donna a capo di questa istituzione. E ancora la direttrice del Fondo monetario internazionale Kristalina Georgieva, con una lunga esperienza nei vertici dell’UE, e la presidente della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo, Odile Renaud-Basso. È una donna anche il Procuratore Generale Europeo, a capo dell’EPPO (European Public Prosecutor’s Office), Laura Codruța Kövesi.

Al di fuori dell’Europa, l’elezione di Kamala Harris costituisce un altro momento storico per le donne. Harris è la prima donna vicepresidente degli Stati Uniti d’America e di discendenza asiatica e afroamericana.

Le italiane nelle istituzioni internazionali

Tra le italiane a capo di organismi internazionali troviamo Linda Laura Sabbadini, direttrice dell’ISTAT e presidente del W20, il gruppo che ha l’obiettivo di elaborare proposte sull’uguaglianza di genere per il G20. E Marcella Pirrone, la presidente di Wave (Women Against Violence Europe), rete europea contro la violenza sulle donne che raccoglie 140 organizzazioni in 46 Paesi.

Un’italiana delle istituzioni UE è stata Federica Mogherini, l’ex Alto Rappresentante dell’Unione Europea per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza, in carica fino al 2019.

In ambito scientifico Fabiola Gianotti è la prima fisica italiana a ottenere il ruolo di direttrice generale dell’Organizzazione Europea per la Ricerca Nucleare (CERN). Mentre la dottoressa e professoressa Adriana Albini è tra le cento donne più influenti al mondo ed è considerata tra coloro che hanno guidato il cambiamento nell’anno della pandemia.

Giornata internazionale della donna 2021: “Donne leader: per un futuro ugualitario nel mondo del Covid-19”

Quest’anno il tema scelto dalle Nazioni Unite per la Giornata internazionale della donna è “Donne leader: per un futuro ugualitario nel mondo del Covid-19“. Il tema celebra gli sforzi compiuti dalle donne di tutto il mondo per l’uscita dalla pandemia e mette in evidenza le diseguaglianze di genere nella leadership.

La giornata è in linea con il punto 5.5 dell’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile: “garantire alle donne la piena ed effettiva partecipazione e pari opportunità di leadership a tutti i livelli del processo decisionale nella vita politica, economica e pubblica”. Con la partecipazione e la leadership delle donne, si fanno progressi per tutti e ci sono risultati positivi. Molte delle risposte più efficienti ed esemplari alla pandemia Covid-19 sono state guidate da donne. Come quella di Jacinda Arden, primo ministro della Nuova Zelanda, che ha gestito la pandemia in modo eccellente. La Nuova Zelanda conterà solo poche decine di morti di Covid su una popolazione di 5 milioni di abitanti.

Nonostante siano aumentate nelle istituzioni internazionali e nei governi, le donne continuano a essere sottorappresentate. Secondo il rapporto del Segretario generale dell’ONU, le donne sono capi di stato o di governo in 22 Paesi su un totale di 196. Solo il 24,9% delle parlamentari nazionali sono donne e quelle di età inferiore ai 30 anni rappresentano meno dell’1% dei parlamentari a livello globale. Come ha dichiarato il presidente dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, Volkan Bozkir, durante la 75esima Assemblea: “il mondo ha bisogno di più donne al potere”.

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