Al vertice mondiale per l’istruzione si lotta contro le conseguenze della pandemia sull’educazione

La pandemia ha avuto conseguenze alquanto catastrofiche anche nell’ambito del diritto all’istruzione in tutto il mondo. Molti Paesi, soprattutto quelli in via di sviluppo, negli ultimi 20 anni hanno fatto passi da gigante, ma rischiano di tornare al punto di partenza a causa dei periodi di lock-down.

A questo proposito, il Presidente Boris Johnson ha ospitato il vertice mondiale per l’istruzione a Londra nel mese di luglio. Il summit è stato organizzato per rilanciare l’educazione scolastica mondiale e di conseguenza, risanare anche molti problemi che toccano soprattutto i paesi a più basso reddito.

Raise your hand: protagonista del progetto il diritto all’istruzione

Raise your hand è un progetto creato dal Partenariato Globale per l’Educazione (GPE) attraverso cui si stanno cercando finanziamenti per rilanciare e migliorare l’istruzione scolastica mondiale. Cinque miliardi di dollari: è questa la cifra che GPE dovrà raggiungere per far sì che il cambiamento avvenga. 

Il summit mondiale per l’istruzione ha avuto un risvolto molto positivo sul progetto Raise your hand di GPE: durante il vertice, il Partenariato Globale per l’Educazione ha raccolto circa 4 miliardi di euro. “Anche l’Unione Europea- ha annunciato Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione europea – investirà 1,7 miliardi nel programma Raise your Hand“. L’Italia, da parte sua, impiegherà 25 milioni.

Summit mondiale per l'istruzione: educare per progredire L'istruzione regala alle generazioni future un'avvenire migliore

Nepal, uno dei paesi in via di sviluppo che ha bisogno dell’aiuto di Raise your hand (foto di Giorgia Tirocchi)

“Ogni  giorno il potenziale dei bambini- come si legge sul sito web del Partenariato Globale per l’Educazionesi perde a causa della loro esclusione. GPE aiuta a ottimizzare i sistemi educativi in modo che tutti includano ragazze e ragazzi, compresi i più emarginati. Spesso, quest’ultimi sono poveri, sono emarginati a causa del loro sesso, della loro appartenenza etnica o persino a causa  della loro disabilità”.

Team Europa e la lotta a favore del diritto all’istruzione

Team Europa è il pacchetto attraverso cui, anche l’Europa, proprio come il Partenariato Globale per l’educazione, lotta contro il Covid-19 e le conseguenze che la pandemia ha generato nel diritto all’istruzione nel mondo.

L’obiettivo del Team è quello di unire le risorse economiche dell’UE, dei suoi Stati membri e delle istituzioni finanziarie come la Banca Europea, per la ricostruzione e lo sviluppo, per poter risollevare il settore educativo e scolastico.

Le nuove assunzioni fanno parte della strategia di Team Europa per far fronte alla problematica scolastica attuale. Entro il 2030 infatti, ci saranno 69 milioni di nuovi insegnanti per l’istruzione primaria e secondaria, di cui oltre 17 milioni in Africa. 

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L’istruzione è importante perché salva anche le giovani ragazze dai matrimoni precoci

Un’altra strategia di Team Europa è investire sul diritto all’istruzione femminile.

Si legge sul sito ufficiale della Commissione Europea: “L’istruzione e l’emancipazione delle ragazze è un aspetto chiave del piano d’azione sull’uguaglianza di genere III dell’UE, che mira a frenare l’aumento delle disuguaglianze nel contesto della pandemia e ad accelerare i progressi sulla parità di genere e l’emancipazione delle donne”.

Anche investire nelle competenze future è uno degli obiettivi mirati del Team Europa: istruire sul progresso digitale e sulla transizione verde è uno dei temi educativi di cui si sta occupando.

Non solo Europa, l’istruzione è sostenuta al livello mondiale

Il vertice mondiale di Londra si è concluso, non solo con la raccolta dei 4 miliardi di dollari per il progetto “Raise your hand” di GPE, ma anche con l’adesione di 18 paesi alla Dichiarazione Politica sul Finanziamento dell’Istruzione, l’obiettivo: riassestare il settore del diritto all’istruzione.

“Riconosciamo – si legge nella Dichiarazione stessa – che l’istruzione è una base necessaria per raggiungere tutti gli obiettivi di sviluppo, in particolare la salute, l’uguaglianza di genere, la riduzione della povertà, la pace e la sicurezza, la prosperità condivisa, le economie resilienti e l’azione per il clima”.

I paesi aderenti, per lo più repubbliche africane, si impegnano inoltre, a spendere il 20% dei bilanci nazionali per l’istruzione come previsto nella Dichiarazione.

 

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