Quest’anno passerà alla storia, sui libri e nelle nostre menti, per essere stato l’anno della ripresa dalla pandemia che ha stravolto il Mondo dall’inizio del 2020.

Una ripresa da intendere nel senso “reattivo” del termine: come desiderio di reagire su ogni fronte. Un approccio resiliente sempre più tangibile alla luce delle buone notizie che sono arrivate nel 2021. Non di quelle spontanee, ma di quelle che che ci siamo conquistati strenuamente, compiendo grossi sforzi concreti e morali, collettivi e personali. Per guardare al futuro, nonostante il Covid o per meglio dire, con il Covid, mentre il mondo non si ferma.

Queste le buone notizie del 2021 che abbiamo selezionato, senza pretesa di esaustività.

Vaccini e sperimentazioni promettenti che avanzano

Se pensiamo alle buone notizie del 2021, il vaccino per il Covid 19 per ovvie ragioni è la scoperta dell’anno. Nel bel mezzo di una pandemia che perdura tutt’oggi, a causa del susseguirsi di varianti del virus che continua a mutare, il vaccino è protagonista indiscusso del grande dibattito che oscilla tra sostenitori e detrattori.

Al di là di questa polarizzazione, che lasciamo alla libertà personale, il dato scientifico incontrovertibile è che il vaccino (qualunque nome abbia tra quelli sviluppati dalle varie case farmaceutiche) è arrivato, all’alba di questo anno quasi concluso. Secondo i dati ufficiali, peraltro, si sta rivelando il nostro più prezioso alleato contro la malattia, anche a voler quantificare solo un fattore tra i numerosi: la letalità.

L’accelerazione della ricerca in campo medico però sta producendo grandi passi avanti anche nella cura di molte altre patologie che, con le dovute precisazioni, pervadono ugualmente la salute pubblica.

Un esempio è l’innovativa terapia CAR-T per il trattamento della leucemia linfoblastica acuta a cellule B, laddove le terapie convenzionali non apportino miglioramenti.

Ancora, per la cura dell’Alzheimer è stato approvato nella prima metà di quest’anno il primo farmaco efficace contro la betamiloide, proteina responsabile dell’accumulo di placche nei neuroni che poi degenerano.

Allo stesso modo, nella cura della sclerosi multipla, l’avvento degli ottimi risultati attestati dalle lipossine, per correggere i processi immunitari auto-reattivi. Ciò si affianca al contributo svolto dal Policlinico San Martino di Genova che ha dimostrato con uno studio l’efficacia del trapianto autologo di cellule staminali ematopoietiche nei pazienti affetti da una forma aggressiva della malattia.

Rimanendo ancora tra i nostri confini, è da segnalare la terapia genica messa a punto per la prima volta dalla Vanvitelli di Napoli nel trattamento delle distrofie retiniche ereditarie nei pazienti pediatrici.

Parità di genere: leggi progressiste e grandi nuove leader

Un’altra corsa mondiale c’è verso l’equità tra i generi, per raggiungere così uno dei 17 obiettivi dell’Agenda 2030, che punta a minare il cosiddetto gender gap.

Tra le buone notizie del 2021, è arrivata la conquista per le donne saudite di poter viaggiare e andare a vivere da sole, senza necessità di consenso da parte di un tutore di sesso maschile. In parallelo, la possibilità di svolgere il ruolo di istruttrici di guida, complementare al divieto caduto nel 2018 per la facoltà di guida.

Nel nostro Paese invece, importanti novità sul piano economico e sociale.

La prima, è stata sancita dall’approvazione della proposta di legge sulla parità salariale, per contrastare la discriminazione presente nei trattamenti di retribuzione e non solo e quindi incentivare la presenza femminile nel mercato del lavoro.

In secondo luogo, l’approvazione nella legge di bilancio 2022 di un taglio consistente sulla tampon tax, che a partire dal prossimo anno ormai alle porte, prevederà un abbassamento dell’IVA dal 22% al 10%. Non è abbastanza, non è un punto di arrivo ma un segnale incoraggiante, sull’onda benefica della risonanza che hanno avuto i provvedimenti antesignani adottati in Scozia nel 2020 e quest’anno in Nuova Zelanda.

Non ultime, le nomine storiche di donne a ricoprire le più alte cariche istituzionali e scientifiche.

Per citare gli esempi più noti: Kamala Harrys – vicepresidente degli USANgozi Okonjo-Iweala – direttrice generale dell’Organizzazione mondiale del commercio (WTO) – e l’astronauta italiana Samanta Cristoforetti dell’ESA, recentemente nominata comandante della Stazione spaziale internazionale (ISS) per la prossima missione prevista per il 2022, in qualità di prima donna europea.

Tutela dei diritti umani e inclusione

Il 2021 si è aperto con due grandi buone notizie in tema di tutela dei diritti umani.

Da oltreoceano è arrivata l’imposizione di Biden della moratoria sulle esecuzioni federali della pena di morte, ripristinata da Trump l’anno precedente dopo uno stop di 17 anni voluto dai presidenti predecessori. In quest’ottica, faro inatteso del cambiamento è stata la Virginia, ventitreesima negli USA ma primo stato del Sud – storicamente roccaforte di questa pratica da ben 413 anni – ad abolirla.

Sul filo delle decisioni americane, in Italia a febbraio di quest’anno è stata revocata la vendita di armi utilizzate nella guerra dello Yemen (bombe d’aereo e missili) all’Arabia Saudita e agli Emirati Arabi Uniti. Una decisione adottata già da Biden e in linea con la condanna ai due stati mediorientali emessa dal parlamento europeo a settembre 2020. A differenza del passato, le autorizzazioni che prima erano state solo sospese, ora risultano annullate definitivamente dallo scorso governo Conte.

Il risultato che condensa in qualche modo tutti i temi passati in rassegna finora è stato la raccolta firme indetta a livello nazionale dal 1 luglio al 30 settembre in favore del Referendum sull’eutanasia legale. Il proposito è nato per decriminalizzare il cosiddetto “omicidio del consenziente”, abrogando parte dell’articolo 579 del Codice Penale che attualmente nel nostro Paese impedisce l’eutanasia sia in forma attiva diretta che indiretta e contempla dunque solo la forma passiva-omissiva. Ebbene, al termine della finestra sono state depositate in Cassazione più di 1 milione e 200 mila firme, a testimoniare quanto meno la volontà concreta della cittadinanza di esprimere legalmente il proprio parere, così come già in vigore in altri Paesi europei.

Concludendo solo in ordine di tempo, sul piano della politica estera e delle nostre relazioni diplomatiche, il traguardo più recente e sorprendente – date le lungaggini della vicenda giudiziaria – è arrivato lo scorso 7 dicembre. Dopo 22 mesi di prigionia, il tribunale egiziano di Mansoura ha infatti disposto la scarcerazione temporanea del nostro concittadino Patrick Zaki, in attesa del processo del prossimo 1 febbraio.

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