La Francia è pronta per il secondo turno delle elezioni 2022: le primarie si sono svolte domenica 10 aprile vedendo come sfidanti per i ballottaggi del 24 aprile, Emmanuel Macron e Marine Le Pen.

Due entità diverse, due ideologie politiche distanti ma, indipendentemente dal risultato, le primarie hanno mostrato che la Francia si sta muovendo. Le elezioni, infatti, hanno visto molti giovani dirigersi alle urne, segno che il voto è ancora l’espressione della volontà del popolo. Nel 2017 al primo turno, Macron aveva ottenuto il 24% dei voti e Le Pen il 21,3% dei voti. L’affluenza alle urne era stata del 48,7% mentre nel 2022 è leggermente più bassa, indica Le Figaro. Ma i dati mostrano una maggior affluenza di giovani rispetto alle elezioni del 2017, che si sentono più partecipi e, forse, più responsabili del rapporto fra Francia e Europa.

I giovani alle urne: le elezioni che risvegliano la Francia

Marie La Pierre, antropologa francese, residente a Venezia, descrive le sue impressioni come “francese all’estero”.

“Vivo a Venezia da 15 anni – racconta Marie – ho 48 anni e credo molto nella politica. Da giovane partecipavo ai comizi alla Sorbonne e mi battevo durante il periodo delle elezioni. Negli ultimi 10 anni ho vissuto il periodo delle elezioni francesi da Venezia. Come francese all’estero parlo spesso con i miei connazionali, ma sembra che non ci sia quella volontà di esprimere il proprio parere come in Francia. Mi hanno però stupita i giovani: collaboro con l’università e molti ragazzi francesi mi hanno chiesto come fare per poter votare dall’Italia e dare il loro contributo per le elezioni“. 

La Francia sta cambiando. Macron, a partire dal 2017, è stato un presidente nuovo: giovane e centrista. Per certi versi abile nel gestire situazioni diplomatiche complesse, come nel caso della guerra fra Ucraina e Russia, per altri criticato, come nel 2018, con le manifestazioni dei gilets gialli che manifestavano per il rincaro del carburante.

Le Pen, orientata a una politica di centrodestra, pare affacciarsi di più a un progetto volto a mettere la Francia al centro del discorso politico in chiave sovranista ridimensionando il ruolo dell’Europa nella politica nazionale francese: pensando alle elezioni di Orban in Ungheria e all’uscita dell’Inghilterra dalla UE, potrebbe creare similitudini, anche se ha ricevuto voti dai più giovani. Le elezioni saranno quindi un testa a testa fra i due, ma la vittoria alle elezioni dell’una o dell’altro dipenderà dai giovani.

Il ballottaggio determinato dai giovani: la nuova Francia

“I giovani faranno pendere l’ago verso il centro o a destra in queste elezioni – dice Ivan Dubois, farmacista di Nizza, narrando la sua visione delle elezioni dalla Francia e l’impatto sui giovani – Sto seguendo con il fiato sospeso l’andamento delle elezioni. Credo in Macron, perché non penso che il mio Paese e l’UE siano pronti a un cambiamento brusco. La Francia ha bisogno però di rinnovarsi e solo i giovani possono far capire in che modo vogliono il loro Paese. Abbiamo la necessità di tornare ad avere un buon rapporto fra i guadagni, le tasse e la qualità della vita, soprattutto per i giovani. Le elezioni, però, hanno avuto un risultato inaspettato: i giovani hanno votato principalmente per il candidato Melenchon, i restanti per Le Pen. Mentre i più adulti hanno dato la loro preferenza a Macron. Rispetto agli anni passati pare che più persone si siano recate al voto, come ha annunciato il ministero dell’Interno di Francia. I dati mostrano che il 26% della popolazione si è astenuta votando comunque scheda bianca”.

I sondaggi mostrano Macron lievemente in vantaggio, con il 27,84% dei voti, segue Le Pen con il 23,15%. Sembra di rivivere il duello del 2017: oggi però i francesi sono molto più stanchi a causa della pandemia, della guerra e di tutte le sue conseguenze. Indipendentemente da chi vincerà, l’aspetto positivo è che soprattutto i giovani si sono mossi per dare il loro voto. Intanto attendiamo le ultime manovre di Macron al tavolo dei negoziati fra Ucraina e Russia e i ballottaggi del 24 aprile.

Erika Mattio

Erika Mattio

Erika Mattio, archeologa, antropologa, viaggiatrice e sportiva, laureanda in Scienze dell’Antichità. Ho studiato a Istanbul e Mashhad per poi intraprendere spedizioni in Iran e in Africa. Scrivo per BuoneNotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista.

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