Dopo un anno di lavoro, il Cile è pronto all’approvazione della nuova Costituzione. Vi ricordate? Nell’ottobre 2021 avevamo analizzato il primo passo di questo cambiamento: la creazione della Convenzione Costituzionale, formata da uomini e donne in pari numero, provenienti da differenti settori.

Il 16 maggio 2022 è stata presentata la bozza della nuova Costituzione del Cile, che sostituirà quella nata sotto la dittatura di Augusto Pinochet. Le tappe, iniziate nell’ottobre 2020, per poi ufficializzare l’approvazione della stesura della Costituzione nell’aprile 2021, non sono state lineari. I grandi consensi di cui vi avevamo parlato e l’entusiasmo dei cileni per questo cambiamento epocale, sembrano essersi spenti. Due interviste ci avvicineranno al tema: la nuova Costituzione sarà un passo avanti per il futuro del Cile?

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Le donne, le banche e la Magna Carta: il Cile e le paure

Kari Silva, bancaria di Santo Domingo del Cile, che già aveva rilasciato un’intervista per BuoneNotizie.it, analizza la bozza della nuova Costituzione.

“Il Cile di oggi non è quello di Ottobre 2020 – racconta Kari – quando l’idea di creare una nuova Costituzione era stata proposta, ricordo che tutto il Paese era in visibilio. Il testo, che deve ancora essere approvato, contiene 499 articoli, proposti da 7 settori specialistici. Ciascuna delle proposte ha ricevuto, per essere inserita nella Costituzione, il consenso dei due terzi della Convenzione Costituzionale. Io credo ancora che questa Costituzione, scritta in maniera paritaria da uomini e donne, sia ciò di cui il Cile ha bisogno. Vedo però in molte persone la perdita di entusiasmo. Le cause si ritrovano nell’instabilità economica creata dalla Pandemia; dall’immigrazione venezuelana ormai all’ordine del giorno; dalle possibili conseguenze della guerra in Ucraina.

Nonostante ciò la perplessità di molti si dirotta su due macro-temi: l’economia e l’ambiente. Nel mio lavoro in banca non si parla d’altro: una parte della Costituzione verte sull’Autonomia della Banca Centrale e gli oppositori alla Costituzione hanno coniato il temine “Chilezuela”. La paura è quella di perdere investitori e, quindi, di entrare in una crisi economica come quella del Venezuela. Scottante è anche il tema dell’ambiente: la Costituzione pare essere molto attenta alla tutela dei ghiacciai e delle aree montane, ma troppo blanda per la gestione delle miniere, legate allo sviluppo economico del Cile. Credo che la voglia di rinnovarsi, però, sia intrinseca in ogni cileno e il 4 Settembre la popolazione ritroverà l’entusiasmo per dare la sua approvazione al referendum“. 

I dubbi sulla costituzione del Cile e la necessità di modernizzarsi

Il cileno Martin Alvàrez, docente di lingua spagnola a Treviso, presenta i suoi dubbi su alcune proposte di legge della nuova Costituzione, elogiando altri aspetti di modernità.

Il distacco dalla Costituzione di Pinochet è evidentedice Martin – per il Cile è un grande traguardo. Io vivo in Italia e questo anno ho vissuto a distanza la questione legata alla Costituzione. Da giovane mi sarei battuto in piazza, mentre ora vivo solo l’eco del mio Paese. Nonostante ciò, credo molto nella nuova Costituzione, perché finalmente aprirà il Cile ad una nuova storia politica. I miei dubbi sono sui membri che compongono la Convenzione Costituzionale. Mi sembra che siano state usate delle parole chiave che possono andare di moda: donne, ambiente e aborto. Nonostante ciò le premesse sono buone, la voglia di creare una nuova storia del Cile è evidente nei miei connazionali, soprattutto nei giovani.

Il Covid e la paura che certi aspetti di privatizzazioni portino alla rovina economica, come è accaduto in Venezuela, hanno sicuramente allertato molti cileni. L’entusiasmo iniziale con cui era stata colta la nuova Costituzione sembra essersi un po’ spento. Sono convinto, però, che se non ci si rinnova e non si taglia con il passato (le cicatrici lasciate dalla dittatura di Pinochet sono molto pesanti) il Cile continuerà a non essere al passo con gli altri paesi del mondo. Credo che al referendum i cileni voteranno a favore della nuova Costituzione e che il Cile tornerà a crescere economicamente”. 

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Erika Mattio

Erika Mattio, giornalista, autrice, archeologa, antropologa, viaggiatrice, dottoranda in Antropologia fra Madrid e Venezia. Ho studiato a Istanbul e Mashhad per poi intraprendere spedizioni in Medio Oriente e in Africa. Scrivo per BuoneNotizie.it e sono diventata pubblicista grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista.

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