All’interno della dichiarazione IRPEF, Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche, 730 e Modello Unico, con prima scadenza il 30 giugno, si trova la Scheda con la quale il contribuente è chiamato a scegliere come destinare una quota delle proprie tasse. Il cittadino può infatti devolvere l’8 per mille a una confessione religiosa, il 5 per mille a Enti del Terzo Settore con finalità di interesse sociale e una ulteriore quota del 2 per mille in favore di un partito politico.

Questa utilizzazione delle imposte è una forma di democrazia fiscale. Infatti il cittadino che decide di utilizzarla partecipa alla destinazione di una quota del proprio gettito fiscale. Il contribuente può optare per una o per tutte e tre le scelte, in quanto non sono alternative fra loro. Le opzioni non sono obbligatorie e non comportano alcuna maggiorazione di imposta a carico del cittadino.

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Destinazione e gestione dell’8 per mille dell’IRPEF per le confessioni religiose o per lo Stato

La legge n. 222/1985 prevede una particolare forma di sostegno finanziario, a carico dello Stato, per tutte le confessioni religiose. Questo aiuto avviene tramite la destinazione dell’8 per mille dei redditi dei cittadini. Nella Scheda inserita nel modello 730-1 e nel Modello Unico sono presenti varie confessioni religiose, ma il cittadino dovrà firmare solo nel riquadro corrispondente all’unica confessione scelta.

Se il contribuente destina la quota alla Chiesa cattolica, Il Ministero dell’Interno erogherà la somma alla CEI – Conferenza Episcopale Italiana. Questa avrà l’obbligo di utilizzarla per specifici scopi: esigenze di culto della popolazione, sostentamento del clero e interventi caritatevoli a favore della collettività nazionale o di Paesi del terzo mondo. La CEI ha una gestione diretta dei fondi ed è tenuta a fornire un rendiconto dell’utilizzazione delle somme sul proprio Organo ufficiale.

Le altre confessioni religiose, presenti nella scheda, hanno stipulato accordi con lo Stato ai sensi dell’articolo 8, comma 3, della Costituzione. Anche a queste si applicano i meccanismi di beneficio finanziario previsti per la Chiesa cattolica. Le finalità per la destinazione delle somme ricevute variano a seconda delle singole confessioni.

Queste sono: Unione Chiese cristiane avventiste del 7° giorno, Assemblee di Dio in Italia, Unione delle Chiese Metodiste e Valdesi, Chiesa Evangelica Luterana in Italia, Unione Comunità Ebraiche Italiane, Unione Buddhista, Unione Induista, Chiesa apostolica, Sacra diocesi ortodossa d’Italia, Unione Cristiana Evangelica Battista d’Italia e l’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai.

La scelta dell’8 per mille a favore dello Stato

Il cittadino può scegliere di destinare la quota dell’8 per mille non a una confessione religiosa,  ma alla gestione diretta dello Stato. Per legge lo Stato dovrà utilizzare questi fondi per scopi di interesse sociale o di carattere umanitario. Se il contribuente opta per questa scelta, ha altresì la possibilità di indirizzare la somma per i seguenti scopi: la fame nel mondo, le calamità naturali, l’edilizia scolastica, l’assistenza ai rifugiati e la conservazione dei beni culturali.

Ove il contribuente non esprimesse la propria scelta in merito all’8 per mille, né con destinazione alle confessioni religiose né allo Stato, vi è comunque un meccanismo di attribuzione delle quote tra tutti i soggetti beneficiari in base al principio di proporzionalità delle scelte espresse.

 Il 5 per mille a Onlus e Cooperative sociali

Con il decreto legislativo n. 111/2017, nell’ambito della riforma del Terzo Settore, è stata data al cittadino la scelta di destinare il 5 per mille della propria imposta sul reddito per finalità sociali e umanitarie ad Enti o organismi che perseguano scopi socialmente rilevanti, individuati dalla legge. Da questo meccanismo di finanziamento di spesa sociale sono altresì compresi quegli Enti ecclesiastici civilmente riconosciuti che abbiano istituito un ramo Onlus.

Il finanziamento può essere indirizzato alla ricerca sanitaria, alle attività sociali svolte dal proprio Comune di residenza, a sostegno degli Enti gestori delle aree protette, alla ricerca scientifica e all’Università, alla valorizzazione dei Beni culturali e paesaggistici e a sostegno delle associazioni sportive dilettantistiche.

Gli Enti del Terzo Settore registrati, destinatari del contributo, hanno l’onere di rendiconto e sono soggetti a controlli sulla effettiva utilizzazione delle finalità dei fondi per i quali sono vincolati. Sono previste sanzioni per operazioni non trasparenti. Ove il cittadino non effettuasse alcuna scelta il 5 per mille rimarrà allo Stato.

Il 2 per mille dell’IRPEF in favore di un partito politico

Dal 2014 il contribuente può destinare un’ulteriore quota del 2 per mille della sua imposta sul reddito a un partito politico, apponendo la firma nel riquadro indicato specificando il codice del partito prescelto. Nel rispetto del trattamento dei dati personali del contribuente, l’Agenzia delle Entrate utilizzerà i dati unicamente per attuare la scelta.

Le firme per le tre scelte vanno apposte nel modello 730-1 o nel Modello Unico. Chi è esonerato dalla presentazione della dichiarazione, pur avendo prodotto reddito, può  effettuare le proprie scelte della destinazione dell’8, del 5 e del 2 per mille dell’IRPEF, compilando l’apposita Scheda allegata, consegnandola all’ufficio postale in busta chiusa o spedirla telematicamente tramite intermediario, come il CAF, o, se in possesso, con le credenziali fornite dall’Agenzia delle Entrate.

Tutti, volendo, possono partecipare all’utilizzazione dei fondi gestiti dallo Stato: la cosiddetta democrazia fiscale, alla quale, ad oggi, solo il 40% dei contribuenti partecipa.

 

 

 

 

 

 

 

 

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Lucia Massi

Avvocata, assistente universitaria in U.S.A., interprete del tribunale di Roma e promotrice di cultura italiana presso la F.A.O. Le lauree conseguite in Italia e all’estero, incluso un Ph.D. presso la Columbia University di New York, attengono alle discipline giuridiche e letterarie. Laureata in giornalismo, collabora con BuoneNotizie.it.

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