Le attuali dinamiche conflittuali della crisi israelo-palestinese delineano uno scenario di atti violenti definibili come crimini contro l’umanità. Sono tali le azioni che infliggono ai civili ingiustificati sacrifici in termini di sofferenze e di perdite di vite umane.

Il Segretario Generale dell’ONU Antonio Guterres, di fronte a quanto attualmente accade nei territori di Tel Aviv, Gaza e Cisgiordania, dichiara che ci sono prove evidenti che sia Israele che Hamas abbiano commesso crimini contro l’umanità e i responsabili di tali azioni possono essere giudicati dalla Corte Penale Internazionale, secondo il diritto umanitario che ne prevede i diversi capi d’accusa.

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La Corte, però, non ha competenza né esclusiva né prioritaria rispetto agli stati e la loro mancata cooperazione può ostacolare il decorso della giustizia rendendo difficili le inchieste sui rispettivi territori.

Il diritto internazionale umanitario

Il diritto umanitario internazionale, DIU, è il corpus di norme giuridiche stabilito nelle Convenzioni di Ginevra del 1949 firmate dagli stati che presero atto dei crimini contro l’umanità commessi durante la seconda guerra mondiale.

Il DIU si applica in caso di conflitti armati internazionali e non internazionali, ha il compito di regolamentare la conduzione delle ostilità e quello di proteggere i civili o i soldati arresi. Esso vieta l’uso di armi chimiche o di distruzione di massa ed è applicabile in qualsiasi operazione bellica, per tutte le parti in conflitto, indipendentemente dalla legittimazione e dalle ragioni del ricorso alla forza.

Tutti gli stati che hanno ratificato – giuridicamente accettato – la Convenzione di Ginevra sono tenuti a rispettare le disposizioni del DIU. Israele non ha ratificato alcuni protocolli, come ad esempio quello relativo alle punizioni collettive.

Le accuse di crimini contro l’umanità 

Secondo gli osservatori ONU e i ricercatori di Amnesty International, Hamas ha  flagrantemente violato il diritto internazionale umanitario con brutali uccisioni di massa e lancio indiscriminato di razzi sulla popolazione di Israele.

Già nelle prime ore degli attacchi del  7 ottobre risultano sommariamente uccisi 1.400 civili, compresi i bambini, rapiti circa 200 ostaggi e feriti intorno ai 2.400 non combattenti.

In Israele, dal 7 ottobre, il governo di Benjamin Netanyahu, è accusato di aver commesso un crimine contro l’umanità: l’accusa specifica è di punizione collettiva a Gaza, per aver colpito indiscriminatamente tutti i civili palestinesi per attaccare Hamas.

Assieme all’ONU, sostengono questa posizione Amnesty International, Human Rights Watch, Croce Rossa Internazionale e la stessa Corte Penale Internazionale. Anche il blocco degli aiuti umanitari e il taglio delle forniture elettriche e idriche, sono azioni che costituiscono un crimine di guerra contro l’umanità.

Altre associazioni umanitarie accusano Israele di genocidio nei confronti dei palestinesi e di apartheid nei territori illegalmente occupati di Gaza, Cisgiordania e Gerusalemme Est.

L’osservatore speciale sui territori occupati dal 1967

L’ONU è presente sui territori occupati della Palestina tramite mandato assegnato a un osservatore speciale.  Quest’ultimo ha il compito di redigere un rapporto sulla condizione dei diritti umani nei luoghi visitati e presentarlo, annualmente, davanti al Consiglio dei diritti umani e all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

Secondo quanto dichiarato dall’attuale relatrice speciale, Francesca Albanese, in occasione del rapporto alla 78ª sessione dell’Assemblea Generale ONU il 24 ottobre 2023: Dal 2008 al 6 ottobre 2023, 1.434 bambini palestinesi sono stati uccisi e altri 32.175 hanno riportato ferite, principalmente per mano delle forze di occupazione israeliane.  Nello stesso periodo, 25 bambini israeliani sono stati uccisi, per lo più da assalitori palestinesi, e 524 sono rimasti feriti. Tra il 2019 e il 2022, 1.679 bambini palestinesi e 15 bambini israeliani hanno subito lesioni fisiche durature e permanenti dal 2000 circa 13.000  bambini palestinesi sono detenuti arbitrariamente, interrogati, processati da tribunali militari e imprigionati”. Questi dati rilevano la mancata proporzionalità della risposta israeliana quale violazione di diritto umanitario.

La Corte Penale Internazionale per i crimini contro l’umanità

La relatrice speciale ONU ha esortato la comunità internazionale aperseguire tutti i crimini internazionali commessi da tutti gli attori nei territori palestinesi occupati “.

Il tribunale per i crimini di guerra è la Corte Penale Internazionale, CPI, che ha sede all’Aia nei Paesi Bassi. Istituita con lo Statuto di Roma entrato in vigore nel 2002, la Corte è attualmente riconosciuta da 123 paesi e ha titolo a procedere nei confronti di singoli soggetti. La CPI può intervenire solamente quando i tribunali statali non se ne occupano lasciando i fatti criminosi non giudicati.

La Palestina dal 2015 è entrata a far parte della CPI accettando di assoggettarsi alla sua autorità. Israele, però, assieme a USA, Russia e Cina non ha ratificato il Trattato istitutivo della Corte.

La Camera dei giudici della Corte ha stabilito di avere competenza a procedere per  i crimini commessi sia da Israele che da Hamas sui territori di Gaza, Gerusalemme Est e Cisgiordania. Si supera in tal modo il parere contrario di Stati Uniti e Israele.

Per restituire  dignità e giustizia ai contendenti, il procuratore capo della Corte, Karim Khan ha inteso avviare le indagini per i crimini commessi a partire dal 2014 e dichiara di  proseguire con fermezza anche di fronte al rifiuto di collaborazione delle parti in causa. 

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Lucia Muscetti

Laureata in Scienze Politiche, docente emerita in discipline giuridiche ed economiche presso i Licei di Scienze Umane. Leggo e approfondisco saggi sui diritti umani e di politica per scrivere e praticare l’arte del vivere bene insieme. Partecipo al laboratorio giornalistico di BuoneNotizie.it

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