La legge sulla sicurezza nei cantieri è all’ultimo step, di fatto manca solo una firma. Lo scorso 23 luglio presso il Ministero del Lavoro a Roma si è tenuto l’ultimo incontro tra il ministro Calderone e le parti sociali in cui è stato illustrato il testo del decreto attuativo della patente a punti nei cantieri.

Un documento essenziale che arriva in risposta alle istanze di un Paese che chiede maggiori tutele in materia di sicurezza sul lavoro e definisce gli aspetti pratici della legge che entrerà in vigore il 1°ottobre 2024. Il testo spiega come richiedere la patente a crediti, obbligatoria per tutte le imprese che operano nell’edilizia, quali sono i requisiti per fare domanda, come funziona il sistema a punti, quali le conseguenze in caso di inadempienza.

Cos’è e come funziona la “patente a punti”

Esattamente come la patente di guida, la patente a crediti -questo il nome ufficiale- funziona con un meccanismo di attribuzione/decurtazione dei punti e ha come finalità quella di garantire una maggiore sicurezza nei cantieri attraverso l’applicazione di obblighi che daranno un punteggio. Al contrario, in caso di infortunio del lavoratore a causa di un mancato adempimento ad una di queste norme, all’azienda verranno sottratti punti in base alla gravità dell’infortunio.

Requisito fondamentale per procedere alla richiesta è l’iscrizione alla Camera di commercio, industria, artigianato o agricoltura. Il minimo perché l’impresa, o il lavoratore autonomo, possa lavorare è di 15 punti, a partire dai 30 attribuiti al momento del rilascio della patente a crediti da parte dell’Ispettorato del lavoro. Altri crediti possono essere maturati nel corso del tempo attraverso investimenti in sicurezza, nella formazione dei lavoratori o per semplice anzianità dell’azienda, fino a un massimo di 100 punti nell’arco di 40 anni.

Il Ministero del Lavoro ha rilasciato per consultazione, delle slide informative scaricabili sul proprio sito.

Sicurezza nei cantieri: i benefici potenziali

Non basta essere indignati quando leggiamo di incidenti sul lavoro o quando leggiamo i dati di mortalità. Serve essere consapevoli. Il raggiungimento di una maggiore sicurezza nei cantieri attraverso lo strumento della patente a crediti è solo il primo passo verso un traguardo molto più ampio: quello della sicurezza in tutti i luoghi di lavoro. Non basta certamente una sola legge, né la mera applicazione di uno “specchietto a punti”.

Queste parole chiave gridano a gran voce, da anni, le maggiori sigle sindacali e, all’unisono, tutte le associazioni di categoria: prevenzione e soprattutto formazione. Una legge come quella per la sicurezza nei cantieri è un punto di partenza, ma servono politiche attive e informazione.

Da una parte l’abbattimento dei costi per la messa in sicurezza dei luoghi di lavoro e per la formazione dei dipendenti, troppo elevati e che gravano sulle sole aziende, dall’altra la necessità di darsi un’occhiata intorno e carpire quanto di buono possono offrire i modelli virtuosi e il progresso tecnologico.

Cultura della prevenzione

L’UE, attraverso EU-OSHA, l’agenzia che si occupa di promuovere la cultura della prevenzione in Europa, sta sponsorizzando una serie di progetti volti ad informare sulle possibilità dell’intelligenza artificiale, così come di altre tecnologie, per automatizzare alcune parti del lavoro, come ad esempio la saldatura, senza escludere l’intervento dell’uomo ma riducendo i rischi.

L’Inghilterra ha introdotto il concetto di “leadership in materia di sicurezza”, incoraggiando i supervisori e i dirigenti a essere direttamente responsabili della sicurezza promuovendo attività di prevenzione durante l’orario di lavoro. In Germania questa responsabilità è condivisa per legge tra datori di lavoro e dipendenti, in modo che sia gli uni che gli altri partecipino attivamente alle scelte in materia di sicurezza e prevenzione. Una cultura condivisa. E condivisibile.

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Andrea Pezzullo

Redattore, autore e conduttore radiofonico. Lo sguardo ben puntato su ciò che succede oggi intorno a noi. Mi occupo di attualità, economia e lavoro. Aspirante pubblicista, scrivo per BuoneNotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista.

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