Site icon BuoneNotizie.it

Guerra in Medio Oriente: Mattarella riceve Abu Mazen e rinnova l’impegno di pace

Guerra in Medi Oriente: foto ufficiale fra Abu Mazen e Sergio Mattarella durante il loro incontro al Quirinale

Guerra in Medio Oriente: Mattarella riceve Abu Mazen e rinnova l'impegno di pace (photo: https://www.quirinale.it/elementi/123423#&gid=1&pid=3)

Il 13 dicembre il presidente dell’Autorità nazionale palestinese Abu Mazen si è recato in visita in Italia, dove ha incontrato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. I due si erano visti l’ultima volta al Quirinale tre anni fa, prima dello scoppio della guerra in Medio Oriente a seguito degli attentati del 7 ottobre scorso.

Durante l’incontro il capo di Stato italiano ha ricordato all’interlocutore l’impegno dell’Italia, in tutte le sedi internazionali, affinché si raggiunga presto il cessate il fuoco tra le parti e l’immediata liberazione degli ostaggi. La soluzione del conflitto, ha spiegato Mattarella, non può che passare dal riconoscimento internazionale dello Stato d’Israele e di quello palestinese. L’impegno dell’Italia è quello di operare affinché ciò possa avvenire nei tempi più brevi possibili.

Attualmente nel mondo vi è il numero più alto di conflitti dalla fine della Seconda guerra mondiale

“Nonostante gli auspici di maggiore cooperazione e solidarietà con cui lo abbiamo affrontato, l’anno che volge al termine ha visto allargarsi il novero delle crisi su scala globale”.

Con queste parole il presidente Mattarella ha iniziato il discorso di fine anno rivolgendosi al corpo diplomatico, per la consueta occasione dello scambio d’auguri natalizi.

Si tratta di frasi pacate ma chiare, a tratti persino amare, quelle pronunciate dal capo dello Stato. È da questo discorso, tenuto nel pomeriggio di venerdì 13, che si deve partire se si intende cogliere appieno lo spirito dell’incontro avuto in mattinata con il presidente palestinese Abu Mazen. Nel corso dell’intervento tenuto al corpo diplomatico, il capo dello Stato ha infatti fornito un quadro della situazione internazionale e dei principali rischi che minacciano la sicurezza globale.

Mattarella ha ricordato che attualmente vi sono 56 conflitti in corso, “il numero più alto dal tempo della Seconda Guerra mondiale”. La comunità internazionale non riesce a porre loro argine e gli asti, i rancori, le rivendicazioni si trasformano facilmente in guerre assai cruente ed incontrollabili.

Mattarella: il conflitto in Medio Oriente cessi immediatamente e si dia attuazione alla soluzione “due popoli due stati”.

In questo scenario difficile, osserva il presidente della Repubblica, la domanda fondamentale è: “In che modo intendiamo essere presenti, come Stati, nella comunità internazionale?”. Occorre ripartire dai fondamentali, affinché gli attori statali e, soprattutto, la comunità internazionale si sveglino e diano risposte più convincenti ed incisive negli scenari di crisi.

L’attuale guerra in Medio Oriente è al centro di una spirale d’odio che l’avvolge da ormai troppo tempo. L’Italia – ha ricordato il capo dello Stato all’omologo palestinese – si augura “che la soluzione due stati due popoli sia immediata. Senza questa prospettiva ci saranno sempre esplosioni di violenze”. Con l’occasione, il presidente Mattarella ha espresso preoccupazione per gli insediamenti illegali presenti in Cisgiordania e a Gerusalemme Est.

Da parte sua, il presidente dell’Autorità nazionale palestinese Abu Mazen ha condannato la violenza perpetrata dai militanti di Hamas ai danni dei civili il 7 ottobre dello scorso anno. Il leader palestinese ha rilanciato la richiesta di ottenere il rilascio immediato degli ostaggi israeliani ancora nelle mani dell’organizzazione politico-militare che controlla la Striscia di Gaza.

Israele e Palestina devono coesistere insieme in pace e in sicurezza

Il presidente Mattarella è tornato a parlare della situazione in Medio Oriente anche nel discorso che ha fatto seguito all’incontro con Abu Mazen. “Non è una formula di rito, non è una posizione vana”, ha affermato parlando all’uditorio della soluzione due popoli-due stati per Israele e Palestina.

Al contrario, si tratta di un processo costruttivo che va sostenuto ed incentivato. Secondo il capo dello Stato questa è “l’unica prospettiva di pace stabile”. Essa è infatti “giusta, necessaria, sostenibile” oltre che “in linea con il diritto internazionale”.

Furono le Nazioni Unite, infatti, a proporre un piano di partizione della Palestina, da cui sarebbero dovuti nascere due stati: uno israeliano ed uno palestinese. È da qui che occorre ripartire, secondo Mattarella, e dalla volontà ferma e incrollabile di trovare una soluzione al conflitto, con l’obiettivo di costruire un Medio Oriente in cui Israele e Palestina coesistano in pace e in sicurezza.

 

Condividi su:
Exit mobile version