Nel 2025 gli italiani saranno chiamati ad esprimere il loro parere per 5 referendum. Facciamo chiarezza per comprendere quali saranno i referendum per cui si voterà fra i mesi di aprile e giugno 2025.

I 5 referendum del 2025

Il referendum è un istituto con il quale si chiede all’elettorato di dare risposta ad un quesito o ad una proposta. Nel 2025 verrà, quindi, applicata la democrazia diretta con un referendum proposto da Più Europa e quattro da Cgil. Più Europa ha proposto la naturalizzazione della cittadinanza italiana per ridurre da 10 a 5 anni i tempi di residenza. Questa proposta nasce per consentire ai cittadini stranieri di ottenere la cittadinanza italiana in tempi più brevi, a patto di soddisfare alcuni criteri, come la conoscenza della lingua e l’assenza di recedenti penali. Il referendum ha come obiettivo quello di allineare l’Italia ad altri Paesi europei, come Francia, Belgio e Germania.

La Cgil ha ottenuto 4 proposte di referendum relative al mondo del lavoro. Il primo di questi punta a ripristinare l’articolo numero 18 dello Statuto dei lavoratori per abrogare la disciplina sui licenziamenti. L’obiettivo è quello di eliminare le modifiche introdotte dal Jobs Act che impedisce di reintegrare i lavoratori assunti dopo il 2015 in caso di licenziamento illegittimo.

Il secondo referendum del 2025 riguarderà le piccole imprese per eliminare il tetto massimo d’indennizzo di 6 mesi in caso di licenziamento illegittimo. Il terzo referendum sarà orientato sui contratti a termine, per regolamentare la stesura dei contratti stessi. Il quarto ed ultimo referendum del 2025 proposto dalla Cgil si focalizzerà sull’abrogazione delle norme che impediscono, in caso di infortunio sul lavoro negli appalti, di estendere la responsabilità all’impresa appaltante. Non a caso, a partire da ottobre 2024 si è resa necessaria la patente a punti per i cantieri edili, per responsabilizzare maggiormente ditte e lavoratori.

La storia e le novità del referendum in Italia

Dal 1946, anno in cui fu approvato il primo referendum in Italia sulla scelta fra Monarchia o Repubblica, sono stati effettuati 78 referendum: 72 abrogativi, 1 istituzionale, 4 costituzionali e 1 consultivo. I padri costituenti prestarono grande attenzione alla tipologia di parere da esprimere. Decisero di escludere i referendum propositivi e altri tipi di consultazioni dirette. Decisero di limitare la tipologia ai referendum abrogativi: non a caso l’articolo 75 della Costituzione prevede che la richiesta possa essere approvata da 500mila cittadini o da 5 consigli regionali, oltre a un quorum del 50% più uno degli elettori. Restrinsero la possibilità di esprimere pareri anche per i referendum confermativi di una riforma costituzionale, come cita l’articolo 138 che non prevede quorum degli elettori. Le prerogative per esprimere il voto sono quelle di essere cittadini italiani e aver compiuto 18 anni di età.

I referendum in Italia possono essere distinti in ordinari se riguardano la legislazione ordinaria, oppure costituzionali se si riferiscono alla Costituzione. Tre sono le tipologie di referendum:

  1. deliberativi, servono a decidere su una questione politica, interpellando direttamente la popolazione e sono lo strumento di democrazia diretta;
  2. confermativi, sono referendum che vengono utilizzati per chiedere il consenso popolare per fare entrare in vigore una legge o una norma costituzionale;
  3. abrogativi, hanno la funzione di abrogare una norma vigente, grazie al parere espresso dagli elettori.

Fra le novità dei referendum a cui assisteremo nel 2025 è stata determinante la modalità di votazione degli elettori per presentare la proposta in Cassazione. Il referendum proposto da Più Europa, ad esempio, è stato votato nel 2024 online, sulla piattaforma del Ministero della giustizia: dal 26 luglio 2024 al 30 settembre è stato raggiunto il quorum delle 5000 firme.

Il 2025 sarà quindi un anno di grande importanza per gli italiani, che potranno esprimere il loro parere deliberativo o abrogativo fra il 15 aprile e il 25 giugno sui temi di cittadinanza e lavoro.

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Edoardo Casolo

Edoardo Casolo

Sono appassionato di geopolitica, cinema e cultura, di viaggi e di industria video-ludica. Vicentino ma vivo a Venezia, città che ho amato dal primo momento in cui l'ho vista. Con il laboratorio di giornalismo realizzerò il mio sogno di diventare pubblicista.

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