La prudenza è doverosa, eppure non c’è dubbio: dopo 15 mesi di conflitto, la situazione di stallo in Medio Oriente è giunta finalmente al termine. Il cessate il fuoco fra Israele, Hamas e Hezbollah, benché sia stato messo più volte a dura prova, ha resistito, aprendo nuovi spiragli di speranza. In primo luogo, tutte e tre le parti coinvolte sembrano voler evitare, seppur per ragioni diverse, una ripresa dei combattimenti su vasta scala. Inoltre, l’insediamento di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti è stato un fattore determinante, visto che il tycoon deve dimostrare ai propri elettori di saper gestire con fermezza i conflitti in corso nel mondo.

La fine di una lunga impasse che ha destato apprensione nel mondo

La situazione di conflitto creatasi in Medio Oriente a partire dal 7 ottobre 2023 ha coinvolto due diversi fronti: Gaza e il Libano. Qui Israele ha ingaggiato lunghi combattimenti contro le forze di Hamas e Hezbollah, entrambe foraggiate dal suo maggiore avversario, l’Iran sciita. L’accordo di cessate il fuoco tra Israele e Hamas, entrato in vigore lo scorso 19 gennaio, ha finalmente fatto intravedere una possibile via d’uscita. Tale sensazione positiva è oggi rafforzata dall’oggettiva tenuta di questa pur fragile tregua, della durata prevista di 42 giorni, raggiunta grazie all’intervento della politica internazionale.

A un simile dato, comunque incoraggiante, va ad aggiungersi la proroga del cessate il fuoco, sul fronte libanese, tra le forze di Israele e Hezbollah, ora esteso fino al 18 febbraio. L’accordo, destinato a scadere pochi giorni fa, era diventato effettivo nel novembre 2024.  Grazie a esso si è riusciti a porre fine a 14 mesi di guerra (uno in meno rispetto al conflitto di Gaza). Allo stato attuale, sembra che nessuna delle parti possa trarre vantaggio dal riaccendersi delle ostilità. Né Israele, che deve riportare a casa quanti più ostaggi possibili, né Hamas, che vuole mantenere il controllo su Gaza. Quanto a Hezbollah, avrebbe troppo da perdere, dal momento che i suoi vertici risultano decimati.

Il ruolo della diplomazia nel raggiungimento del cessate il fuoco

Nell’aspirazione a ottenere per il Medio Oriente un futuro di pace, la diplomazia internazionale ha avuto un ruolo vitale. Le nazioni più attive nel promuovere il cessate il fuoco fra Israele e i suoi nemici sono state il Qatar, l’Egitto e gli Stati Uniti. Il Qatar, in particolare, ha una via di comunicazione diretta con l’ufficio politico di Hamas a Doha, e sembra che sia stato un mediatore di primo piano nel processo di rilascio degli ostaggi israeliani.

Naturalmente, anche l’insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca ha avuto il suo peso negli eventi. Da una parte, infatti, è lo stesso Qatar a intrattenere ottime relazioni con il neopresidente USA e il suo nuovo inviato speciale in Medio Oriente, Steve Witkoff. Dall’altra, bisogna ricordare che Trump gode di molta popolarità tra i cittadini d’Israele. Di conseguenza, per il premier israeliano Netanyahu, opporsi all’agenda del tycoon sarebbe più difficile rispetto a quanto accadeva con Joe Biden.

Il rilancio degli Accordi di Abramo e le speranze dei prossimi mesi

Riguardo al Presidente Trump, sarà interessante capire come intenderà portare avanti la politica degli “Accordi di Abramo”. Tale espressione si riferisce al processo di normalizzazione dei rapporti tra Israele, Emirati Arabi Uniti e Bahrein voluto dal tycoon e iniziato nel 2020. L’obiettivo di Trump è sempre stato quello di ottenere, sulla scia di tali accordi, uno storico avvicinamento fra lo Stato d’Israele e l’Arabia Saudita, con il conseguente isolamento del comune nemico iraniano.

Le prossime settimane saranno decisive. Infatti, agli inizi di marzo si vedrà se Israele e Hamas intenderanno estendere la loro tregua oltre i 42 giorni stabiliti. La diplomazia internazionale sta facendo il possibile per evitare, su tutti i fronti, una ripresa dello scontro armato, cercando di utilizzare, con tutte le parti in causa, un linguaggio comune in cui possano riconoscersi.

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Edoardo Monti

Ho lavorato per anni come freelance nell'editoria, collaborando con case editrici come Armando Editore e Astrolabio-Ubaldini. Nel 2017 ho iniziato a scrivere recensioni per Leggere:tutti, mensile del Libro e della Lettura, e dal 2020 sono tra i soci dell'omonima cooperativa divenuta proprietaria della rivista.

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