Le onorificenze al merito della Repubblica sono riconoscimenti attribuiti dal Quirinale a chi si è distinto per l’impegno civile profuso a favore della comunità e ha, così, testimoniato i valori della nostra Costituzione.

Il 26 febbraio, il Presidente Sergio Mattarella ha consegnato 31 onorificenze, premiando persone che operano in vari ambiti, come imprenditoria, solidarietà, volontariato e inclusione sociale. Tra gli insigniti non mancheranno gli autori di atti di eroismo.

Tramite le onorificenze, il Quirinale incoraggia tutti noi ad agire nel solco della Costituzione e a beneficio della collettività. Infatti, l’ammirazione che proviamo verso i premiati ci può spingere a emularne le gesta e, così, a realizzare i principi costituzionali.

Nella promozione di questi ultimi, peraltro, è particolarmente attiva la Fondazione Insigniti OMRI (Ordine al Merito della Repubblica Italiana), come poi racconteremo.

Onorificenze del Quirinale: uno stimolo per migliorare il Paese

Le onorificenze al merito sono attribuite dal Presidente della Repubblica, d’iniziativa o su proposta di Palazzo Chigi, a cittadini italiani o stranieri. I titoli onorifici sono: Cavaliere, Ufficiale, Commendatore, Grande Ufficiale e Cavaliere di Gran Croce. A quest’ultimo può essere, eccezionalmente, associata la decorazione di Gran Cordone.

Per ambire a un’onorificenza del Quirinale occorre avere acquisito benemerenze verso il nostro Paese in vari campi, come scienze, lettere, arti ed economia. Può essere premiato anche il particolare impegno evidenziato svolgendo cariche pubbliche o attività sociali, filantropiche o umanitarie, come il lungo e meritevole servizio svolto in ambiti civili o militari.

Tali riconoscimenti hanno una valenza morale, poiché non attribuiscono privilegi. Con le onorificenze, infatti, il Quirinale attesta pubblicamente i meriti del premiato, al quale la benemerenza verrà revocata in caso di sopravvenuta indegnità.

Quello delle onorificenze, pertanto, è un sistema che mira a migliorare il nostro Paese, inducendoci a emulare condotte che evidenziano altruismo e legame tra generazioni, come quelle tenute da Angela Isaac e Marisa Coccato.

Onorificenze del Quirinale. Donna anziana e bambina che si abbracciano sorridenti (JPG).

La prima, ventottenne nigeriana madre di un bimbo, lo scorso 19 ottobre a Catania salvò un uomo che stava annegando. Il Presidente Mattarella premierà il suo altruismo nominandola Cavaliere. Anche la Ceccato sarà gratificata per la sua generosità: quotidianamente, infatti, assiste bambini ospedalizzati in nefrologia a Padova. Lei, nominata Ufficiale, ha trasformato in energia positiva la morte del figlio diciottenne, causata da una patologia renale.

Le onorificenze fortificano il legame tra insignito e società

Un ulteriore effetto delle onorificenze attribuite dal Quirinale è il rafforzamento del legame tra premiati e società civile, che ha favorito la nascita della Fondazione Insigniti OMRI. Tale ente, avvalendosi di magistrati, liberi professionisti, accademici, dirigenti pubblici e figure di spicco nello sport, è impegnata in vari ambiti, come disagio giovanile, ambiente e ludopatia, anche quella online.

“Vogliamo promuovere i valori della Costituzione e intervenire a favore delle nuove generazioni”, ha dichiarato il Prefetto Francesco Tagliente, Presidente della Fondazione, impegnato a organizzare numerosi eventi. Spicca, tra essi, quello che ha coinvolto circa 12.000 studenti, realizzato a Verona insieme all’Ufficio Scolastico provinciale. Giovani che, dopo l’incontro con alcuni esperti, hanno acquisito maggiore consapevolezza su temi d’attualità, tra cui bullismo, droga, violenza domestica, web e sicurezza stradale.

Inoltre, lo scorso 7 febbraio, detta Fondazione ha affiancato la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa nell’inaugurazione di un corso di alta formazione sull’ambiente. Durante l’evento è stata rimarcata l’importanza di formare nuove generazioni di professionisti, capaci di intervenire nel processo di cambiamento climatico in atto.

Le onorificenze riconosciute dal Quirinale, pertanto, innescano un circuito virtuoso. Chi le riceve, infatti, persevera nell’impegno sociale e, contemporaneamente, rappresenta un possibile modello a cui ispirarsi. La scelta di seguirlo, ora, spetta a noi.

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Paolo Maria Pomponio

Laureato in giurisprudenza, con Master in "Sicurezza, coordinamento interforze e cooperazione internazionale" e in "Comunicazione e media", ho lavorato nel privato e nel pubblico. Appassionato di calcio, che ho praticato, tendo all’ascolto e a un approccio alle cose con una visione d’insieme.

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