Aggiornamenti sul coronavirus: informazione o eccessivo allarmismo?

By 31 Agosto 2020 Coronavirus, Società
Operatori sanitari al lavoro. Ph. Alessio Guitti

Da ormai sei mesi conviviamo, purtroppo, con gli aggiornamenti sul coronavirus in Italia. Un appuntamento quotidiano che prima, durante e subito dopo il lockdown è stato vissuto con apprensione per cercare di comprendere l’evoluzione del contagio. Un appuntamento vissuto però forse con maggiore leggerezza durante quest’estate, complice l’apparente tregua che l’infezione ha riservato al nostro Paese. Con l’arrivo dell’autunno i media stanno riportando dati relativi al contagio che effettivamente che stanno generando nuovamente apprensione nel nostro Paese. Ma come sono comunicati questi dati? Si sta utilizzando un eccessivo allarmismo?

Ruolo dei nuovi casi positivi negli aggiornamenti sul coronavirus

Negli aggiornamenti sul coronavirus il dato che viene comunicato sempre per primo da testate giornalistiche ed agenzie è quello dell’incremento di casi positivi. Un dato che ha destato enorme preoccupazione durante i difficili mesi di lockdown e che ha visto il suo picco il 21 marzo con 6.551 casi positivi, in una giornata che ha fatto registrare 643 morti. Il picco dei deceduti si ha avuto invece il 27 marzo con 696 morti, a fronte di 5.959 nuovi casi. Solamente il 6 maggio si è tornati a conteggiare un numero minore di 1.500 nuovi casi positivi, più precisamente 1.444. Dati riportati del Ministero della Salute, riportati da Gedi Visual.

Se l’incremento di casi positivi permette agli abitanti di rendersi conto di quanto l’infezione torni ad essere virale, essa però non permette di avere il polso della pericolosità della situazione. Un caso positivo, come tutti ben sapranno, può essere asintomatico e non implica necessariamente complicazioni dal punto di vista della salute. È chiaro in questi mesi il trend secondo cui più casi vengono testati più casi positivi vengono rilevati. Questo incremento è un effettivo segnale che impone alla popolazione di continuare a seguire le linee guida istituzionali per evitare una diffusione sempre maggiore, senza dover necessariamente però generare il panico.

Nuovi casi positivi in undici giorni negli aggiornamenti sul coronavirus

Consideriamo gli aggiornamenti sul coronavirus all’interno dell’arco temporale di undici giorni dal 19 agosto al 29 agosto, ovvero circa da quando i media hanno iniziato a destare nuovamente preoccupazione nei lettori. Non si parla ovviamente di fake news, bensì di differenti prospettive con cui presentare i dati sul contagio. Per quanto riguarda i casi positivi si è passati dagli 642 del primo giorno ai 1.444 dell’ultimo, dunque con un incremento preoccupante del 125%.

Grafico aggiornamenti sul coronavirus

Perché questo dato è parziale e troppo allarmistico?

Posto il fatto che un aumento del genere imponga grandissima attenzione soprattutto per le fasce più deboli della popolazione, come quelle dei nonni, un dato di questo tipo di per sé non dà la misura della della pericolosità della situazione. Quale l’andamento dei pazienti ricoverati con sintomi? Quale l’andamento dei casi ricoverati in terapia intensiva?

Grafico aggiornamenti sul coronavirus

Andamento dei ricoverati negli aggiornamenti sul coronavirus

Se osserviamo la curva dei nuovi positivi si può notare ad occhio nudo l’incremento del 125% di cui si parlava prima. Ma a tale incremento corrisponde un incremento di ricoverati? Per quanto riguarda i ricoveri con sintomi possiamo osservare che l’incremento sia stato del 34%, e quindi ben inferiore rispetto a quello dei nuovi contagi. Dal minimo di 866 del 19 agosto al massimo di 1.178 del 28 agosto.

Se consideriamo invece l’andamento della curva dei ricoverati in terapia intensiva si passa da un minimo di 66 il 19 agosto ad un massimo di 79 il 29 agosto, per un incremento del 20% di una quantità oggettivamente non eccessivamente allarmante. Si parla infatti di una media di circa quattro ricoverati in terapia intensiva per regione.

Distribuzione dei contagiati tra isolamento e ricoveri

Cosa consegue dai dati citati in precedenza? Che la quasi totalità dei nuovi casi positivi si trova in isolamento domiciliare senza grandi rischi di salute. Più precisamente, al 29 di agosto, parliamo del 95% dei soggetti attualmente positivi, una percentuale rimasta pressoché stabile negli undici giorni di riferimento.

Grafico dei casi

In aumento i ricoverati con sintomi e i ricoverati in terapia intensiva se si osservano i dati in valori assoluti, come riportato nella maggior parte dei giornali: da 866 a 1.168 i primi (+35%), da 66 a 79 i secondi (+20%). Un dato che deve sì mantenere il livello di guardia alto, ma che relazionato all’aumento dei casi positivi presenta addirittura un trend percentuale negativo. Sono percentualmente pressoché stabili, se non in diminuzione, i ricoverati con sintomi e i ricoverati con terapia intensiva: i primi passati dal 5.6% degli attualmente positivi al 5%, mentre i secondi passati dallo 0,4% allo 0,3%. Due dati differenti che insieme danno uno specchio realistico della situazione ma che presi singolarmente rischiano di essere fuorvianti.

Andamento della curva dei guariti negli aggiornamenti sul coronavirus

Un dato che non viene spesso sottolineato è quello dei guariti giornalieri, i quali in undici giorni sono stati in media 371 al giorno, con un massimo di 1.322 il 29 agosto e un minimo di 180 il 20 di agosto. Un dato che è sicuramente positivo in quanto contribuisce ad abbassare il tasso di letalità del coronavirus.

Grafico dei casi

Andamento della curva dei deceduti negli aggiornamenti sul coronavirus

Il tasso giornaliero di deceduti non è minimamente paragonabile a quello che si faceva registrare sotto lockdown. Basti pensare che nel mese dal 29 luglio al 29 agosto il record di decessi in un giorno è stato di 13 in occasione dell’8 e del 23 agosto. Negli undici giorni considerati in precedenza la media è stata di circa sei decessi al giorno. Il 21 marzo in un giorno era stati registrati 793 morti in Italia, dato massimo da inizio pandemia.

Grafico dei casi

Considerare i tamponi totali o solo quelli verso i mai testati?

Un’ultima considerazione è quella sul dato dei tamponi effettuati quotidianamente, riportato da tutti i media ogni giorno. Siamo sicuri che riportare la quantità di tamponi effettuati dia un’informazione così importante per i cittadini? Sicuramente costituisce un dato in più importante da sapere ma, dato che spesso una persona viene testata più volte per avere la certezza dell’esito, forse avrebbe più senso iniziare ad analizzare la percentuale di casi positivi sui tamponi effettuati verso persone mai testate prima.

In questo senso la percentuale massima raggiunta nell’arco di questi undici giorni è stata del 2.86%, ovvero un caso positivo ogni 35 tamponi effettuati su persone mai verificate. Quello più basso, invece, è stato registrato il 19 agosto, ovvero un dato di 1.56%, il quale corrisponde ad un caso su 64 testati. Parliamo comunque di un dato che, come si vede dal grafico, è rimasto relativamente stabile negli undici giorni considerati.

Grafico dei casi

Forse eccessivo sensazionalismo, ma guai ad abbassare la guardia

Questa diversa prospettiva nel presentare i dati deve farci rilassare? Nient’affatto. Essa ci presenta la situazione reale del Paese, a differenza di un approccio più sensazionalistico basato su dati spesso decontestualizzati. Presenta una situazione ben differente rispetto a quella dei durissimi mesi di lockdown, ma una situazione che non è escluso possa cambiare o aggravarsi. Nessuno può prevedere il trend futuro del contagio e proprio per questo rimane importante continuare a seguire le direttive istituzionali di sicurezza, igiene e distanziamento sociale, compreso il tanto raccomandato l’utilizzo della mascherine. Il tutto consapevoli che la situazione attuale è molto seria ma non drammaticamente compromessa come sembra essere descritta in questi giorni sui media tradizionali.

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