Nuovo DPCM ottobre: cosa potremo (e non potremo) fare da oggi

Nuovo DPCM ottobre 2020: Conte firma il decreto contro l'emergenza coronavirus

Entra in vigore oggi, 14 ottobre, il nuovo DPCM con misure più restrittive per il contenimento dell’emergenza Covid-19.

 

Il nuovo DPCM 13 ottobre 2020 per contrastare il coronavirus entra in vigore oggi per contenere l’emergenza Covid-19. Considerato il crescente numero di contagi, il Governo ha predisposto nuove regole più stringenti. Dopo la proroga dello stato d’emergenza sanitaria fino al 31 gennaio 2021, e il DL 125 dello scorso 7 ottobre, ieri è stato firmato dal premier Giuseppe Conte il nuovo DPCM. Le nuove disposizioni del Presidente del Consiglio entrano in vigore oggi, 14 ottobre, e saranno valide fino al 13 novembre 2020.

Nel nuovo DPCM di ottobre, mascherine obbligatorie anche all’aperto

Come già disposto dal DL 125 del 7 ottobre 2020, in materia di dispositivi di protezione, si ribadisce l’obbligatorietà dell’utilizzo delle mascherine. Il primo articolo del nuovo DPCM di ottobre infatti sancisce che: “è fatto obbligo sull’intero territorio nazionale di avere sempre con sé dispositivi di protezione delle vie respiratorie, nonché obbligo di indossarli nei luoghi al chiuso diversi dalle abitazioni private e in tutti i luoghi all’aperto a eccezione dei casi in cui, per le caratteristiche dei luoghi o per le circostanze di fatto, sia garantita in modo continuativo la condizione di isolamento rispetto a persone non conviventi, e comunque con salvezza dei protocolli e delle linee guida anti-contagio previsti per le attività economiche, produttive, amministrative e sociali, nonché delle linee guida per il consumo di cibi e bevande, e con esclusione dei predetti obblighi:

a) per i soggetti che stanno svolgendo attività sportiva;

b) per i bambini di età inferiore ai sei anni;

c) per i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina, nonché per coloro che per interagire con i predetti versino nella stessa incompatibilità.

È fortemente raccomandato l’uso dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie anche all’interno delle abitazioni private in presenza di persone non conviventi”.

Scuola: didattica a distanza e gite

Accantonato l’eventuale ritorno alla didattica a distanza per le scuole superiori. In ogni caso, riguardo alla scuola, con il DPCM (art.1, comma 6, punto s) sono sospesi i viaggi d’istruzione, le iniziative di scambio o gemellaggio, le visite guidate e le uscite didattiche comunque denominate, programmate dalle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, fatte salve le attività inerenti i percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento, nonché le attività di tirocinio di cui al decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca 10 settembre 2010, n. 249, da svolgersi nei casi in cui sia possibile garantire il rispetto delle prescrizioni sanitarie e di sicurezza vigenti”.

Attività lavorative e ricreative

Con l’entrata in vigore del nuovo DPCM restano sospese le attività che abbiano luogo in sale da ballo e discoteche e locali assimilati, sia all’aperto che al chiuso. Sono vietate le feste nei luoghi al chiuso e all’aperto. Le feste relative a cerimonie civili o religiose sono consentite con la partecipazione massima di 30 persone.

Per quanto riguarda le abitazioni private, è fortemente raccomandato, ma non imposto, di evitare feste; nonché di ricevere persone non conviventi in numero superiore a sei. Non sono dunque previsti controlli, cosa che dovrebbe evitare di incrementare la molto discussa attività di “spionaggio” tra vicini di casa.

Sono consentite le manifestazioni fieristiche e i congressi, nel rispetto dei protocolli validati dal Comitato tecnico-scientifico e secondo misure organizzative adeguate alle dimensioni e alle caratteristiche dei luoghi. Dovrà essere garantita ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza interpersonale di almeno un metro.

Inoltre (art.1, comma 6, punto ee) “le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) sono consentite sino alle ore 24.00 con consumo al tavolo e sino alle ore 21.00 in assenza di consumo al tavolo; resta sempre consentita la ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto, nonché la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze dopo le ore 21 e fermo restando l’obbligo di rispettare la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro”.

Smart working

Quanto allo smart working, nonostante il CTS avesse suggerito al Governo di portare al 70% la quota di lavoro agile, il nuovo DPCM non impone obblighi e si limita a raccomandare che le attività professionali “siano attuate anche mediante modalità di lavoro agile”, da casa o “in modalità a distanza”.

Scarica il testo del nuovo DPCM del 13 ottobre 2020.

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