Le persone affette da Parkinson non sono sole, grazie a una rete di medicina collaborativa.

A rendere vulnerabili le persone con Parkinson non è il Covid-19, ma l’isolamento che dalla pandemia ne scaturisce. Visti i nuovi lockdown scattati a partire dal 6 novembre 2020 nelle zone rosse e arancioni, trovare modi e mezzi per continuare a stare vicino alle persone affette da Parkinson che hanno bisogno di vicinanza e calore umano è ancora più importante.

“Ad inizio pandemia abbiamo dato vita alla prima rete europea di medicina collaborativa tra la sanità pubblica con l’Istituto Neurologico Besta, la sanità privata con Parkinson Care di Zambon e Santo Stefano Riabilitazione, e no-profit con Parkinson Italia e Limpe”. Ad affermarlo è Giambi Milesi, Presidente della Confederazione Parkinson Italia che, continua a garantire assistenza infermieristica telefonica per tutte le persone che vivono questa difficoltà grazie ad una rete di medicina collaborativa. Dall’assistenza telefonica alle ricette elettroniche fino alle visite neurologiche in telemedicina, il modus operandi di questa rete è risultato super efficace.

“Le associazioni vanno sostenute nel loro lavoro e nella creazione di strumenti alternativi di incontro, come le piattaforme web – sostiene Milesi, perché – il lockdown comporta la chiusura delle sedi e la sospensione di molteplici iniziative nei territori – fa notare il Presidente – compromettendo l’enorme tessuto di relazioni sociali che tengono le persone con Parkinson lontane dall’isolamento”.

Questo effetto domino potrebbe mettere a dura prova non solo i malati, ma anche le loro famiglie perché è proprio l’isolamento una delle tante controindicazioni per queste persone.

A mali estremi, estremi rimedi. Anche durante la pandemia da coronavirus “i malati di Parkinson non sono soli – ribadisce il Presidente Milesi – hanno ancora molto da dare. E la vita a loro”.

Una speranza in un mondo di incertezze, ma che può contare sull’animo di chi ha scelto di vivere a stretto contatto con le persone in difficoltà e che hanno bisogno della cura più efficace: l’amore.

Leggi anche:

Depressione e coronavirus: come sconfiggere il “male oscuro”?

Abuso di alcol: perché è aumentato con il coronavirus e come uscirne

Combattere lo stress da coronavirus con lo sport

UNISCITI A NOIScopri finalmente come informarti senza allarmismo, titoli strillati e fake news!