A Udine si celebra il jazz, ancora una volta (ed è la venticinquesima). Un certo jazz, a dire il vero, inteso come musica pensata, costruita e improvvisata da grandi autori contemporanei e viventi (le due cose non sempre coincidono), che ci mostrano come si possa essere pop senza essere mainstream. E non viceversa, come a volte accade a quei linguaggi che nascono in strada e vanno in pensione nelle Accademie. Fino al 31 luglio, la città di frontiera con il destino condiviso tra Mediterraneo e Mitteleuropa, ospita . . .

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