Il self publishing prende piede tra gli autori creando anche nuovo lavoro. Analisi di un fenomeno che potrebbe cambiare il mercato del libro.

Il self publishing è una modalità di pubblicazione sempre più scelta, sia tra gli autori emergenti sia tra quelli già affermati. Le possibilità non mancano, ma è Amazon KDP la piattaforma con la quale ci si cimenta maggiormente: scrivi, revisioni, pubblichi. In un mercato editoriale che vede un consistente incremento di lettori, anche gli scrittori aumentano. I self in particolare. BuoneNotizie.it ha intervistato Maddalena Mariani (fondatrice dell’Accademia di formazione editoriale Edigho) per far luce sugli aspetti più tecnici del self publishing e su come questi influiscano sul mercato del libro.

Vantaggi e svantaggi del self publishing

Per uno scrittore che si autopubblica, i vantaggi sono legati “alla libertà e alle royalties”. Questo significa che l’autore avrà “un guadagno maggiore sulle vendite di ogni singola copia” e non dovrà sottostare al giudizio delle case editrici: uno dei motivi per cui il self publishing è sempre più diffuso, deriva proprio dal monopolio che le più grandi case editrici detengono sul mercato; concentrate su un target specifico o più semplicemente interessate a pubblicare autori che hanno già alle spalle un largo seguito, spesso rifiutano le opere di chi un seguito non ce l’ha affatto. Per quanto riguarda le case editrici più piccole, invece, il rifiuto di molti dattiloscritti (seppur validi) trova le sue ragioni nella mancanza di fondi da investire. Ecco perché autopubblicarsi sembra sempre più allettante agli occhi degli emergenti.

Ma quali sono, quindi, i contro del self publishing? Maddalena risponde così: Non parlerei di ‘contro’, ma di differenze sostanziali con l’editoria tradizionale. Di problema vero e proprio, ne vedo solo uno: la mancanza di distribuzione fisica. Per l’autore che si autopubblica, le possibilità di arrivare in libreria sono vicine allo zero. Questo perché i distributori lavorano esclusivamente con le case editrici, e si muovono per tirature considerevoli”. Risultano pertanto evidenti le difficoltà che riscontrano i self, costretti ad “accontentarsi” del web e della libreria di paese; a meno che non costruiscano una campagna di pubblicizzazione tanto efficace da crearsi un buon pubblico, e quindi visibilità, ristampa e sbarco nelle librerie.

Fortunatamente, la pubblicità via social è una strategia promozionale tra le più valide. L’uso dei social network da parte degli italiani è in forte aumento e le possibilità di far conoscere il proprio lavoro su Facebook, Instagram, Twitter e altri canali, è molto buona.

Gli autori self e le altre professioni editoriali

Con la crescita del self publishing, aumentano i professionisti editoriali. Nonostante siano ancora molti gli autori decisi a fare tutto da sé, sono sempre di più quelli che si affidano a professionisti. Lettori editoriali, correttori di bozze, editor, impaginatori, grafici e tutti coloro che conseguono, giovano dell’aumento dei self publisher. Ecco perché le opere autopubblicate sono in miglioramento. E il merito è: “Degli autori, che stanno cambiando paradigma, ma anche di quei professionisti editoriali che spendono tempo nell’educazione del cliente e fanno del loro meglio per contribuire alla pubblicazione di opere di qualità. Certo, la strada verso la totale consapevolezza è ancora lunga, ma non c’è mai stato tanto lavoro come oggi“.

Se la strada verso la consapevolezza è ancora lunga, è vero anche che le autopubblicazioni sono da tenere d’occhio: non sono più solo le case editrici a portare prodotti di qualità sul mercato; il self publishing è una modalità valida, in aumento e destinata ad aumentare ancora. Sono già diverse le case editrici che si propongono agli emergenti che riescono, da soli, a crearsi un buon seguito. Rimane da capire come queste tendenze cambieranno il mercato editoriale negli anni e quanto il self publishing sarà capace di arrivare ai lettori.

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