Dalla candidatura a capitale della cultura europea ai progetti futuri.

Taranto è una città che guarda al futuro: lo ha dimostrato all’inizio dell’anno con la candidatura a Capitale Italiana della Cultura 2022.  Lo scorso settembre la città è stata incoronata “tesoro nascosto dell’Italia Meridionale” da un servizio della CNN e, recentemente, ha ospitato la 49ª Settimana Sociale dei cattolici italiani, che ha riunito oltre 700 delegati provenienti da tutta Italia insieme a un centinaio di rappresentanti politici, ecclesiastici, laici, e della cultura per riflettere sul tema “Il pianeta che speriamo. Ambiente, lavoro, futuro. #tuttoèconnesso”.  Un tema, che riprende la stessa affermazione (“tutto è connesso”) fatta da papa Francesco nell’enciclica Laudato sii, che sostiene che l’ambiente, società e lavoro possono offrire un contributo significativo per la cura e la tutela dell’ambiente, l'”ecologia integrale”.

Taranto e il legame con il mare

In occasione della Settimana sociale, è stata inoltre sottolineata la necessità della città di recuperare il legame con il mare. La fauna, nonostante tutto, ancora oggi presente, è un evidente segno di resistenza e rinascita: nelle sorgenti d’acqua dolce, che sboccano dalla crosta sottomarina, infatti, si coltivano ancora oggi le note cozze tarantine, le ostriche, e si possono trovare anche tartarughe e cavallucci marini.

Per recuperare questo legame con il mare c’è bisogno di un cambio di prospettiva, come è stato puntualizzato nel corso dell’incontro, non solo economico-sociale ma anche spirituale. L’ecologia integrale, ha spiegato durante l’incontro fratel Zecca, è una rivoluzione spirituale che consiste nello sguardo contemplativo della realtà, tornare a meravigliarsi della propria terra, prendendosene concretamente cura. Del forte legame con il mare (e del fatto che il destino di Taranto, città tra i due mari, sia concentrato sull’acqua che lo circonda) è grande sostenitore anche il sindaco  Raffaele Mellucci, che afferma”Il mare è il nostro DNA, è stata la nostra fortuna, il nostro sostentamento, la nostra salute, i giochi dei nostri bambini e probabilmente sarà il nostro futuro.”

Il tesoro nascosto dell’Italia meridionale

In un recente articolo della CNN, Taranto è stata definita “tesoro nascosto dell’Italia meridionale”. Secondo Jonathan Hawkins, che firma questo servizio, oltre alle bellezze classiche pugliesi, conosciute da tutto il mondo, come i siti UNESCO di Alberobello e  Castel del Monte, e altre città, mete di turisti ogni anno, c’è Taranto, inspiegabilmente nascosta pur essendo la seconda città più grande della Regione e l’antica capitale della Magna Grecia. Nonostante gli strascichi dell’Ilva con cui negli ultimi anni è stata sempre identificata, la CNN è convinta che Taranto possa rompere con il suo recente passato e guardare con positività al futuro.

Al futuro di Taranto contribuiscono peraltro diversi progetti che hanno preso piede negli ultimi anni. Basti pensare che la città, ha ospitato lo scorso giugno la tappa italiana del SailGP, unendo città come Sidney e San Francisco nel circuito internazionale e, nel 2026 ospiterà i prestigiosi Giochi del Mediterraneo.

In questa prospettiva di apertura, l’amministrazione di Taranto si è ispirata a città industriali come Bilbao in Spagna e Pittsburgh che si stanno reinventando per un futuro post-industriale, ma a differenza loro, secondo le intenzioni, il futuro di Taranto si donerà alla scoperta e al ripristino di ciò che già esiste. Esempio di questo ripristino è l’imponente Palazzo Archita, rimasto vuoto per decenni e che presto ospiterà una galleria d’arte, una biblioteca e strutture educative. 

Taranto: città vecchia, sotterranei e altri progetti

Diversi i progetti previsti per il restauro del centro storico per liberare il potenziale che i beni culturali della città vecchia hanno e stimolare la rinascita. Un esempio suggestivo sono i sotterranei che lo storico locale, Nello De Gregorio, ha fatto visitare alla CNN, accedendo attraverso una porta nel centro storico.

Quasi tutti di origine greca, i sotterranei ricoprirono durante il tempo usi diversi: dalla raccolta di materiali per costruire templi, cerimonie funebri fino al contrabbando. Tra gli altri progetti, il progetto Mar Grande” che si prefigge di ricollegare i tre quartieri della città attraverso un percorso pedonale ininterrotto a livello del mare, dotato di vari servizi e punti di accesso. In definitiva, tutti questi progetti auspicano un cambiamento della percezione di Taranto per visitatori e residenti, mostrando nuovamente la bellezza storico-paesaggistica che l’ha sempre contraddistinta.

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Francesco Bia

Francesco Bia

Docente di lettere e aspirante pubblicista. Ho collaborato per sei anni con due settimanali locali scrivendo di attualità, cultura, spettacolo, cronaca e sport. Oggi collaboro con BuoneNotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista.

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