Il vincitore della 76esima edizione Premio Strega è l’autore Mario Desiati con il romanzo “Spatriati”. La serata finale e la cerimonia di premiazione, che si sono svolte il 7 luglio presso il Museo Etrusco di Villa Giulia, a Roma, ha visto trionfare l’autore pugliese con 166 voti su 537.

Questi i risultati, nell’ordine, degli altri sei autori finalisti:

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  • Claudio Piersanti, “Quel maledetto Vronskij” (Rizzoli) con 90 voti
  • Alessandra Carati, “E poi saremo salvi” (Mondadori) con 84 voti
  • Veronica Raimo, “Niente di vero” (Einaudi) con 62 voti
  • Marco Amerighi, “Randagi” (Bollati Boringhieri) con 61 voti
  • Fabio Bacà,  “Nova” (Adelphi) con 51 voti
  • Veronica Galletta, “Nina sull’argine” (Minimum fax) con 24 voti

La Puglia è una terra di frontiera. Sono cresciuto con gli scrittori pugliesi del Novecento, una di queste era Mariateresa Di Lascia che vinse qui nel 1995 ma non poté ritirare questo premio perché morì alcuni mesi prima. Lo dedico a lei e ai lavoratori dell’editoria italiana e alle anime che lavorano al mondo del libro italiano. Non basta la passione, ci vuole un contratto vero“, ha affermato a caldo il vincitore del premio con con la bottiglia di Strega in mano, che ha scelto di non stappare, come invece di tradizione, ripromettendosi di farlo in Puglia, dov’è sepolto l’amico scrittore Alessandro Leogrande, morto nel 2017.

Chi sono gli “Spatriati”

Lo scrittore di origine pugliese, nel corso di una delle interviste, ha affermato che nel dialetto martinese (è infatti originario di Martina Franca), il termine “spatriét∂” è un aggettivo molto utilizzato, che non cambia né col maschile né col femminile, né con il singolare né col plurale.

Spatriato è un termine che raccoglie diversi significati, oltre quello di essere andato via. Sta anche per irregolare, vagabondo, ramingo, balordo, sparito, ucciso, sciatto, interrotto. Sicuramente è qualcuno fuori dal comune, da una convenzione“, ha precisato il vincitore del Premio Strega.

I protagonisti del suo romanzo, Claudia e Francesco, sono due giovani, appunto “spatriati”, con un grande desiderio di vita che li porta a spostarsi – prima lei, poi lui – da Martina Franca a Berlino. Per Francesco e Claudia spatriare significa conquistare spazi di libertà e insieme allentare, senza mai sciogliere del tutto il legame con quei luoghi dai quali “non si può andar via senza graffi“, come si legge nel romanzo.

Spatriati è il libro migliore di Desiati, il fiore della maturità, quello i cui temi, le atmosfere e lo stile raggiungono una sintonia incantevole“, ha affermato lo scrittore Alessandro Piperno nella motivazione, quando ha proposto al prestigioso premio il romanzo di Desiati. “I personaggi, quasi tutti provenienti dalla piccola borghesia rurale pugliese, rivelano un’inquietudine fatta di slanci romantici e appetiti sessuali, da un amore complicato per la terra d’origine e un desiderio altrettanto complesso di fuggire verso metropoli violente e inospitali. La sua prosa è un crocevia di registri deliberatamente antitetici: lirismo e causticità, sentimentalismo e causticità, sentimentalismo e ferocia.”

Mario Desiati, chi è il vincitore del Premio Strega

Già finalista della 65esima edizione del 2011 con “Ternitti” (Mondadori), il vincitore del Premio Strega è uno scrittore e giornalista italiano, che vive tra Roma e Berlino. Nato a Locorotondo (Bari) nel 1977, è cresciuto a Martina Franca (Taranto). All’inizio della sua carriera giornalistica si è occupato  di cronaca politica e sportiva su giornali locali come Il Corriere della Valle d’Itria.

Nel 2000 si è laureato in giurisprudenza a Bari, quindi ha lavorato in uno studio legale in Valle d’Itria e ha pubblicato saggi sulla responsabilità civile. Trasferitosi a Roma nel 2003, è stato caporedattore della rivista Nuovi Argomenti, editor junior della Arnoldo Mondadori Editore e direttore editoriale della casa editrice Fandango Libri. Attualmente collabora con La Repubblica. Autore di numerosi testi (poesie, antologie, saggi e romanzi), da un suo romanzo è stato tratto l’omonimo film “Il paese delle spose infelici (2011) di Pippo Mezzapesa.

Vestito con collarino nero da dama settecentesca, camicione bianco a punta, fazzolettino Lgbtq+ nel taschino, ombretto azzurro, mascara e ventaglio rosa, l’autore pugliese nel corso dell’intervista con Geppi Cucciari, conduttrice della serata della premiazione, si è definito “uomo femminista”, ricordando inoltre Cloe Bianco, la professoressa transgender che si è tolta la vita lo scorso mese. “Una persona che voleva essere semplicemente sé stessa ma che è rimasta vittima della pressione sociale“, ha commentato il vincitore del Premio Strega. 

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Francesco Bia

Francesco Bia

Docente di lettere e aspirante pubblicista. Ho collaborato per sei anni con due settimanali locali scrivendo di attualità, cultura, spettacolo, cronaca e sport. Oggi collaboro con BuoneNotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista.

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