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Industria cinematografica italiana: stato e futuro della settima arte

industria cinematografica italiana

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“Cinecittà”, la capitale metaforica dell’industria cinematografica italiana, fabbrica di sogni e di successi, è stata inaugurata nell’aprile del 1937. Da allora, il cinema italiano ha inanellato, nel corso dei decenni, successi di pubblico e botteghino, con prodotti apprezzati a livello nazionale e internazionale. Di recente, le riforme all’istituto del tax credit e al TUSMA hanno creato nuovi presupposti per ampi margini di sviluppo.

I numeri dell’industria cinematografica italiana

L’industria cinematografica italiana comprende 9000 imprese e 65000 occupati: a livello europeo è la terza, dopo Francia e Germania, per volumi di mercato. Ad inizio 2024, a Roma nel cinema-teatro Barberini, si è svolta l’annuale conferenza stampa, a cura di Anica (Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive e Digitali), sui risultati raggiunti dall’industria cinematografica italiana nel 2023.

Notevole anche l’incasso di produzioni e co-produzioni italiane, pari a 120,6 milioni di euro. Il film di Paola Cortellesi “C’è ancora domani” ha totalizzato circa un quarto degli incassi totali, pari a 33 milioni di euro. Si classifica primo per incassi, seguito dai lungometraggi Barbie, al secondo posto, e Oppenheimer di Christopher Nolan, al terzo.

L’istituto del tax credit: il Ministero della cultura per l’industria cinematografica italiana

Al netto dei risultati positivi, i detrattori più austeri lamentano, tuttavia, una scarsa attenzione da parte del Governo alle criticità dell’industria cinematografica italiana. Solo uno spettatore su quattro ha scelto un film italiano nel 2023 e lo stesso si è registrato sino ad oggi.

Per agevolare le produzioni nazionali è nato il Il tax credit (credito d’imposta). Questa è una misura, varata dal Ministero della cultura, per compensare i debiti fiscali e previdenziali delle imprese. È calcolata sui costi per sostenere le opere: l’aliquota media applicata è del 35% e si traduce, in pratica, in sovvenzioni sulla produzione di film o sull’allestimento di spettacoli.

Nell’ottobre 2022, il Decreto Ministeriale che contiene le disposizioni in materia di credito d’imposta è stato modificato. Le modifiche (riportate in questo link) principali riguardano:

La riforma del TUSMA di marzo 2024

A difesa e beneficio dell’industria cinematografica italiana si è posta anche la richiesta di riforma del TUSMA. TUSMA è l’acronimo di Testo Unico sui Servizi Media Audiovisivi, di cui le associazioni di categoria del settore cinematografico hanno chiesto un aggiornamento.

Il Consiglio dei Ministri del 20 marzo 2024 ha ratificato la riforma del TUSMA, entrata in vigore a maggio 20204. I punti salienti della riforma sono:

La riforma farà rinascere l’industria cinematografica italiana, dando nuovo vigore a questo settore così importante per il nostro Paese.

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