Vacanze alternative in Italia? Il nuovo modello per vivere vacanze davvero alternative è quello di “abitare i luoghi”, per combattere la frenesia del turismo di massa e far vivere l’economia delle piccole realtà locali. Scopri dove andare a quali sono gli aspetti vincenti di questa nuova proposta slow tourism. Per Buonentozie.it, l’intervista a tre pionieri di questa tipologia di vacanza: per un viaggio unico e alternativo dal nord al sud dell’Italia.
Abitare i luoghi per vacanze alternative
L’overtourism sta diventando un sistema sempre meno vincente: le città italiane, a partire da Venezia, per toccare Taormina e raggiungere Cagliari, sono sempre più soffocate da turisti che vogliono vivere esperienze suggerite dai social, senza conoscere davvero l’essenza dei luoghi. Le vacanze alternative in Italia diventano così quel modello che consente di abitare il luogo che si visita, apprezzando la semplicità e l’unicità di questo nuovo modo di viaggiare. Enrico Ponza, gestisce una realtà polivalente in Piemonte: gli Antagonisti.
«Il modo migliore per visitare un luogo è viverci – spiega Enrico Ponza – insieme ai miei soci abbiamo aperto un birrificio in Piemonte, nel paesino di Melle e, grazie a un bando regionale, abbiamo trasformato la vecchia scuola elementare in un ostello. Il borgo si è ripopolato e oggi arrivano turisti da tutta Italia e dal Nord Europa seguendo il nostro motto: quello di abitare e conoscere la montagna. Oltre all’offerta di tante attività, chiediamo ai visitatori di fermarsi per un minimo di tre notti. Questo sistema è vincente: chi viene in montagna lo fa per viverla, non per mettere una spunta sulla sua lista dei desideri. C’è rispetto e i visitatori tornano a trovarci, segno che questo modello di vacanze alternative piace».
Da Dubai a Trassilico: il richiamo dell’Italia
Andrea Tolese, speaker radiofonico di Radio Deejeay, dopo una vita passata a Dubai, ha deciso di tronare a vivere in Italia. Insieme alla sua compagna ha rilevato un agriturismo a Trassilico, sugli Appennini toscani, proponendo la scoperta di un Toscana sconosciuta alle masse che consenta di trascorrere vacanze alternative.
«Ho vissuto a Dubai per tanti anni – racconta lo speaker – io e la mia compagna vivevamo nella frenesia dell’overturism arabo. Ci mancava l’Italia e, durante la Pandemia, siamo ritornati a casa. Abbiamo viaggiato on the road per mesi per poi trovare un’occasione: rilevare un agriturismo nel piccolo borgo di Trassilico. Non abbiamo esitato: era la scelta giusta per proporre alle persone le vacanze alternative di cui noi stessi abbiamo avuto bisogno. Nel nostro borgo non si può soggiornare per una notte, è necessario trascorrere almeno tre giorni per passare dallo stato di turista a quello di viaggiatore. Per noi è importante far rivivere questo borgo e imparare ad amare l’Appennino. Così facendo si fanno rivivere i piccoli borghi, si crea un’economia a KM0 e si cerca di annullare l’overtourism valorizzando aree con grande potenziale».
La Sicilia alternativa: fra arnie e cammini
Gabriele Dodeci vive a San Marco D’alunzio, un borgo arroccato sui Nebrodi. Questa è terra di contadini e amanti della natura, di nipoti lontani che tornano a trovare i nonni per sentirsi a casa e di un nuovo modo di trascorrere le vacanze.
«Ho scelto di rimanere nel mio borgo grazie alla partecipazione al bando “Io resto al Sud” – spiega Gabriele Dodeci– Non volevo lasciare la Sicilia, seppur consapevole che nel Nord Italia o all’estero sarebbe stato più semplice trovare lavoro. Con il bando ho avuto la possibilità di dedicarmi alle api e di far rinascere il mio paesino: San Marco D’alunzio. Grazie alla collaborazione con il Comune, abbiamo riattivato delle strutture alberghiere e, oggi, il nostro borgo è diventato meta di vacanze davvero alternative. Chi ci sceglie lo fa per conoscere una Sicilia diversa: quella dei contadini e dei cammini montani. È un modo per far rinascere non solo i borghi che si stanno spopolando, ma per diventare abitante di quella realtà, riscoprendo il senso del tempo e apprezzando la vita semplice. Qui non ci sono negozi chic, non vendiamo neppure i magnetini da appendere al frigo, ma ci sono tante storie da ascoltare e panorami mozzafiato da contemplare».

