Apriamo l’anno svelandovi le nuove capitali europee della cultura 2025: Gorizia e Nova Gorica. In questo mese di gennaio inizieranno le prime presentazioni e l’8 febbraio assisteremo all’inaugurazione che celebra l’unione fra le due città della prima capitale europea trans-frontaliera. Un simbolo di fratellanza fra Italia e Slovenia con tanti eventi per grandi e piccoli. Per BuoneNotizie.it, l’intervista esclusiva all’Assessore alla cultura del Comune di Gorizia, Chiara Ester Gatta.

GO!2025: le due capitali della cultura

GO!2025 questo l’hashtag che celebra le nuove capitali della cultura 2025. L’obiettivo è quello di rendere le due città un’unica realtà, annullando così la percezione di confine. L’Assessore alla cultura Chiara Ester Gatta ci spiega di più. «Con grande onore diamo il via a questo 2025, che rende Gorizia e Nova Gorica, capitali europee della cultura – spiega l’assessore – è davvero emozionante per tutti noi essere un’unica città: il nostro motto sarà Gorizia e Nova Gorica borderless, senza confini».

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Per la prima volta nella storia, dunque, saranno due le capitali europee, che vivranno in piena fratellanza. «La condivisione di questa nomina – continua l’assessore – sarà un esempio per gli altri Paesi europei. Auspichiamo che questa unione possa davvero abbattere l’idea di separazione fra Paesi e riportare l’attenzione sulla necessità di vivere in un mondo pacifico. La frontiera Slovena è stata armata durante il conflitto fra Russia e Ucraina e speriamo che questo anno di eventi dimostri che la pace sia l’unico vero obiettivo per tutti. Faremo del nostro meglio per avvicinare gli europei al nostro motto che ruoterà attorno a quattro pilastri tematici e narrativi: guerra e pace, creazione del nuovo, contrabbandieri e mondo green».

Il crossborder unito dalla cultura

L’8 febbraio le due capitali europee della cultura vedranno sfilare un corteo che, simbolicamente, unirà le due stazioni ferroviarie, quella italiana di Gorizia e quella slovena di Nova Gorica. «Il primo evento sarà il corteo crossborder – continua l’assessore Gatta – il simbolo dei nostri valori di unione e fratellanza. Il punto d’arrivo della marcia sarà il piazzale della stazione di Nova Gorica, in cui è stata adagiata la famosa targa di pietra che segna il confine tra i due Paesi: un simbolo per tutti noi in quanto la piazza, un tempo chiamata Transalpina è stata rinominata Piazza Europa, quando Lubjana entrò a far parte dell’UE nel 2004. Il corteo sarà il simbolo dell’integrazione delle anime delle due città e, per tutta la durata degli eventi, le città saranno bloccate al traffico. Cercheremo di rispettare l’ambiente e promuovere i valori green con l’agenda Stop the city, valorizzando i nostri paesaggi».

Fra Italia e Slovenia assisteremo a una serie di eventi che avranno come sede le aree più rappresentative delle capitali europee della cultura 2025. Da danze a conferenze, passando per concerti ed eventi culinari, le capitali europee della cultura vi accoglieranno con un programma ricchissimo.

Come si diventa capitale europea della cultura?

Il processo per diventare capitale europea della cultura è molto lungo e complesso. Il titolo celebra il patrimonio della città e il suo contributo culturale all’Europa. Ogni anno le città vincitrici diventano paladine di tutte le arti, coinvolgendo scuole, artisti e i cittadini stessi. Negli ultimi 35 anni, più di 60 città sono diventate capitali europee della cultura.

Atene, nel 1985, è stata la prima Città Europea della Cultura. L’iniziativa è stata lanciata dal Ministro della cultura greca, Melina Mercouri e dal suo omonimo francese Jack Lang, che volevano esaltare e promuovere la ricchezza delle città europee. Nel 2004 è stato introdotto un sistema di rotazione per garantire l’attribuzione del titolo ad ogni città appartenente all’UE. Dal 2007 al 2020, due città di Paesi diversi hanno detenuto questo titolo. Dal 2021 in poi, ogni tre anni, si aggiunge una terza città di un Paese non appartenente all’UE. Gorizia e Nova Gorica si sono organizzate per ben 8 anni, per donarci un 2025 indimenticabile.

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Edoardo Casolo

Edoardo Casolo

Sono appassionato di geopolitica, cinema e cultura, di viaggi e di industria video-ludica. Vicentino ma vivo a Venezia, città che ho amato dal primo momento in cui l'ho vista. Con il laboratorio di giornalismo realizzerò il mio sogno di diventare pubblicista.

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