Milano: un anno per l'Intercultura

di 28 Aprile 2011Cultura
Il 2011 é l’anno che l’assessorato alla cultura del comune di Milano ha dedicato alla Cina e ai paesi islamici. L’obbiettivo consiste nello smentire gli stereotipi e favorire un clima di vicinanza tra la cultura occidentale e quelle orientali, con cui avvengono scambi da Millenni.Il sottile e intrigante fascino per l’Oriente si diffonde nel capoluogo lombardo attraverso una chiave estetica che parla di valori, tradizioni, usi e costumi ancora troppo poco conosciuti, che andrebbero ripensati e approfonditi maggiormente.
Se il 2010 é stato dedicato alla scoperta della civiltà giapponese, attraverso mostre dedicate a due sue grandi maestri artistici quali Hokusai e Hiroshige, quest’anno é stato proclamato l’anno della Cina e dei Paesi Arabi.
In particolare, la scoperta della civiltà islamica, a noi geograficamente più vicina, é stata resa posibile grazie alla mostra dedicata alla collezione di Al Sabah, un’anteprima mondiale presentata nei mesi scorsi a Palazzo Reale,  con sezioni dedicate all’immagine ma anche alle arti, ripercorrendo una storia millenaria fornendo anche un’opportunità di riflessione per i creativi e designer nostrani, a cui si é presentata una selezione di opere ricchissima.
Ma il 2011 é soprattutto l’anno di gemellaggio con la Cina, il continente protagonista di una rivoluzione economica senza eguali, la cui civilità e cultura millenaria si é rivelata mediaticamente anche grazie ad eventi quali l’Expò, che approderà proprio a Milano nel 2015.  Per ora sono previsti numerosi convegni presso le università cittadine, e sono in programmazione eventi ad hoc che si foicalizzinosul rapporto di dialogo tra la cultura italiana e la loro.
Premesse per un dialogo pacifico sul fronte culturale quanto mai necessarie a  fronte di un’attualità contemporanea difficile ( basti pensare alla recente crisi nordafricana, ai disastri ambientali in Giappone, e all’esplosione demografica cinese che fatica  a garantire una sostenibilità ambientale).

Milano come nuova capitale interculturale, che guarda ad un”Expo 2015 sempre più votata al dialogo, al confronto fra Civiltà e alla sotenibilità.

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